Pummarola per principianti – An Odyssey

Accipicchia, questa proprio non la sapevo, ma manco me l’aspettavo, che se ti metti fare la pummarola per rendere pubblica la notizia devi raggiungere il QUORUM…eh sì perché se la tua produzione non parte da una quantità di pomodori pari al quintale o i suoi multipli beh….scusate il francesismo, sei una povera merda!

Premesso questo, io piccola merdina presa da chissà quale certamente ingiustificato delirio di onnipotenza scatenato dall’esaltazione di farmi finalmente il pomodoro da me anziché aspettare il vasetto dalla suocera, beh credendo di fare cosa buona e giusta ho spremuto senza pietà 10 miseri chili di pomodori cavandone, con ingiustificata soddisfazione a giudicare dagli standard di razza, una ventina di vasetti di varie misure.

Questo post lo dedico a chi, come me, crede che investire in un quintale (o suoi multipli) di pomodoro pre fare la conserva PER LA PRIMA VOLTA NELLA VITA sia un azzardo ma altresì creda di essere in pieno diritto di gongolare tronfio di soddisfazione per lo sforzo compiuto nello trasformare 2/5/10 miserrimi chili di pomodori brutti come l’orrido in preziosi vasetti!

BRUTTI COME L’ORRIDO sì, perché da quando ha iniziato a frullarmi in testa questa pazzeschissima idea di cimentarmi nell’olimpiade della pummarola, la prima cosa da imparare è che non vanno bene quei bellissimi figli del sole degni modelli di un reportage di Oliviero Toscani che pure in piena stagione non scendono mai sotto i €4,50, eh no, grazie a Dio, non è di quelli che devi spremerne un quintale (o suoi multipli), bensì di quelli orribili che se il fruttivendolo per caso te ne infila qualcuno in mezzo a quelli per l’insalata lo maledici in 14 lingue, quelli tutti storti butterati incidentati, quelli che hanno come unico ma sostanziale pregio di costare circa 50/70 centesimi al chilo, rendendo il quorum del quintale (o suoi multipli) più realistico di quello per certi referendum. Insomma brutti ed economici tipo questi

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Ok intanto ho trovato THE tomatoes, per carità solo 10 futili chili ma ancora non sapevo che fosse in corso un Telethon della pummarola, ora devo capire che accipicchia farne 😉 Mi metto a smanettare in rete ma i dubbi iniziano a prendere il sopravvento sulle certezze così mi resta una sola cosa da fare, una cosa molto OUT ma io sono così, scendere un piano di scale e scampanellare alla zia ottuagenaria che in quanto a scienza della cucina potrebbe fare le scarpe a tutti i vari Masterchef del c@#¥o 🙂 ILLUMINAZIONEEEEEE torno su pimpantella con pure il pentolone formato caserma i n d i s p e n s a b i l e ( già perché anche quello non avevo oltre ai 90 chili di pomodori mancanti, ma l’ho detto che era per principianti sta pummarola)…lavo ben bene i pomodori che comunque restano mediamente inguardabili e SENZA ASCIUGARLI li ficco nel pentolone…eccoli

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Copro e metto tutto sul fuoco basso ed inizia l’attesa, stile futuro padre fuori dalla sala parto.

Dopo un tempo che a me sembra spropositato vedo che l’aspetto dei miei diletti non si è modificato molto, anzi quelli in cima sembrano appena spiccati dalla pianta, così pensando che almeno 2,5 calorie le potrei bruciare ridiscendo al piano di sotto per cercar di svelare l’arcano….AAAHHH DOVEVO MESCOLARLI ecco il trucco!!! Corro su, così le calori diventano 3,7, sguauino il mestolo più lungo che ho e tipo strega di Biancaneve rimesto nel calderone…ed ecco il miracolo dello spappolamento del pomodoro!!!

Fortunatamente fuori della sala parto non ero stata con le mani in mano, ma avevo preparato la postazione del torturatore….

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…..ok ok, questo gioiellino non è poi così da principianti, ed in effetti è per colpa sua che sta accadendo tutto questo, insomma dovevo pur giustificare in famiglia l’acquisto del ACCESSORIO SPREMI POMODORI!!!!

Così, una volta grossolanamente spappolati nel pentolone, si passa alla fase della spremitura: schiumarola nella sinistra, pestello nella destra, robot a manetta e via alle danze, giù tutto una prima volta, e poi rispremere gli scarti finché non escono rinsecchiti come segatura….praticamente un gioco da ragazzi, non fosse per quelle trascurabili goccioline rosse sul muro che fanno molto Hannibal the Cannibal (PROMEMORIA prossima volta rivedere la postazione)

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Se sopravvivete a questa fase il lavoro sporco è fatto e dovete solo ritornare la pentola colma di quel velluto rosso sul fuoco, aggiungere un cucchiaino di sale (o secondo i gusti), mescolare bene ed attendere che riprenda il bollore, a questo punto siete pronti a metterla nei vasetti PRECEDENTEMENTE STERILIZZATI

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Dunque IO sterilizzo così: se posso tenere la lavastoviglie chiusa fino all’ultimo momento, ripongo barattoli e coperchi al suo interno ed avvio il ciclo alla temperatura più alta e SOLO quando sono pronta ad invasare li tiro fuori e cerco di procedere il più spedita possibile; oppure lavo tutto a mano con sapone risciacquando molto bene e mantengo i vasi nel forno a 100C fino al momento dell’utilizzo, e comunque non meno di 20 minuti.

Una volta riempiti NON FINO ALL’ORLO ma non oltre l’inizio del collo, due sono le tecniche:

  • tecnica della suocera: mettere i vasetti sottosopra ed attendere SPERANDO FUNZIONI che raffreddandosi facciano il sottovuoto
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  • tecnica della zia ottuagenaria: metterli in un pentolone inframmezzati da dei canovacci per evitare che si rompano battendo, coprire abbondantemente con acqua, mettere sul fuoco e portare ad ebollizione, lasciare bollire per 20/30 minuti, spegnere e lasciare raffreddare COMPLETAMENTE prima di estrarli, salvo capsule difettose, faranno sicuramente il sottovuoto
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    Quando tutti i vasetti avranno fatto il sottovuoto sono pronti per essere riposti, meglio se in luogo fresco e buio, e consumati all’occorrenza.

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    Ringrazio la Piwi, fonte di ispirazione per questo post, lei è una vera maratoneta della pummarola, i pomodori li sciorina in casse neanche chili!!!

    Per tutti i beginners come me, sconsiglio vivamente di puntare al quintale (o suoi multipli) per la prima esperienza, ma comunque dato tutto lo smazzamento che ci va dietro direi che 5 chili potrebbe essere un minimo ragionevole. A voi compagni di odissea, lontani dalle produzioni casalingdustriali, tutto il mio affetto, stima e sostegno, affinché nessuno dei mega produttori ci privi di un nostro diritto fondamentale LA SODDISFAZIONE DI AVERLO FATTO.

    Vabbè, allora dillo!!!!

    Come forse é già trapelato altrove, io non ho un bagaglio di cultura culinaria familiare, mia mamma non é una grande appassionata, la nonna materna, che sicuramente avrebbe avuto molto da tramandare, é purtroppo mancata che ero troppo piccola per ricordare la sua ricetta dei tortellini (nonostante ne ricordi benissimo profumo e sapore soprattutto da crudi!), e la nonna paterna ha ovviamente passato il suo quaderno delle ricette a mia zia, perché viene abbastanza naturale tramandare questi fogli vissuti, unti, scritti fitti fitti e preziosissimi, per discendenza femminile….

    Il mio Signor Marito é terzo di tre fratelli maschi, quindi un po’ per colmare una mia lacuna, un po’ per sana curiosità, un po’ perché trovo sia un peccato che certe “formule magiche” vadano perdute, mi sono sentita tacitamente autorizzata a chiedere alla mia madre-in-legge 😉 alcune ricette, e bisogna ammettere che é stata molto generosa e me le ha passate con genuino entusiasmo.

    In principio fu la torta di amaretti, che lei purtroppo nei ritrovi di famiglia non fa più perchè ad una delle nuore l’amaretto é caduto in disgrazia 😦 , a me invece piaceva molto e sentendone la mancanza le chiesi la ricetta:

  • 4 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 70 gr di cioccolato fondente grossolanamente tritato
  • 150 gr di burro
  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di amaretti secchi sbriciolati
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • Lavorare a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungere il resto degli ingredienti amalgamando bene e versare in una teglia precedentemente imburrata ad infarinata. Infornare a 175 C per 35-40 minuti

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    E con questa ricetta la faccio e, pensando di farle omaggio, la porto un giorno che siamo a pranzo da loro senza la nuora-anti-amaretti; con mio grande dispiacere quando l’assaggiamo la torta risulta mollicciosa ed il sapore del burro é fastidiosamente predominante, così inizio subito il MEA CULPA supponendo di aver sbagliato qualcosa, e su quello la madre-in-legge salta su dicendo che nella ricetta il burro segnato é troppo, lei ne ha sempre messo meno, che anche i minuti di cottura forse erano di più e che quasi sicuramente lo stampo sarebbe dovuto essere più grande, che insomma lei l’ha sempre fatta più o meno ad occhio….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Come già accennato qua e là la mia cinquenne non é certo quello che si direbbe una buona forchetta, anzi, quindi in famiglia c’è un po’ una gara a trovare qualche pietanza nuova che lei mangi volentieri, e visto che dalla mia madre-in-legge TUTTI i nipoti mangiano TUTTO volentieri, indago e cerco di riproporre a mia figlia l’ultima leccornia di cui sembra essere ghiotta, le cotolette di pollo.
    Qui mi sento un po’ rassicurata avendole viste fare un migliaio di volte dalla mia nonna Dina, e così mi preparo un piatto con la farina, uno con l’uovo sbattuto e uno col pan grattato e fischiettando tipo nano di Biancaneve mi metto a panare fettine di pollo a tutto spiano, friggo con tutto l’amore di mamma e porto in tavola con l’espressione da mamma di Ricky Cunningham.
    La cinquenne mangia tranquilla, penso vittoria!, ma giunge il verdetto del Signor Marito

    QUELLE DI MIA MAMMA SONO DIVERSE, LA PANATURA È PIÙ SPESSA!!!

    Spatapam…mazzata sull’autostima che si rimpicciolisce alle dimensioni di un neutrino!

    Aspetto la madre-in-legge al varco e con nonchalance le chiedo come fa ste sante cotolette….
    “Aaahhhh la farina???noooo cara!!! Allora tu rompi mezza dozzina di uova in un bel contenitore e le sbatti con sale, pepe, una spruzzata di limone,del parmigiano grattato e un goccio di latte, ci immergi le fettine di pollo e le lasci un bel po’, anche tutta la mattina se le fai per pranzo,poi quando le devi fare le sgoccioli, le passi nel pan grattato e poi le rimetti nell’uovo e le ripassi nel pane una seconda volta, solo e SOLO allora le friggi!“….da quel poco che so non è la panatura standard….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Qualche conversazione più tardi…sto dicendo, con aria quasi trionfale, che sí la pasta al burro è uno dei preferiti della cinquenne, ma ultimamente non disdegna lo spaghettino al pomodoro, e, sempre convinta di farle piacere, sottolineo quanto sia migliore fatto con la SUA conserva piuttosto che con quelle in commercio! Risposta della madre-in-legge: “da me ha SEMPRE mangiato la pasta al sugo!! É perché TU la fai solo col pomodoro, cara, invece IO faccio un trito fino fino di sedano carote e cipolla, lo faccio soffriggere (in un gallone di olio secondo i miei parametri), poi aggiungo il pomodoro!!!!!”
    Da quel poco che so lo spaghetto al pomodoro é condito con POMODORO, olio evo e ad libitum basilico o origano e parmigiano, ma io non ho un background cultural-culinario….VABBÈ, ALLORA DILLO!!!!