Settembre, andiamo. É tempo di…..CONSERVARE!!!!

Lo so, lo so, il poeta diceva migrare, e non mi dispiacerebbe affatto visto come va a rotoli sto paese, ma purtroppo neanche quest’anno mi é riuscito di farlo, così ho ripiegato sull’utile e gratificante conservare 😉

Tutto cominciò con l’umile pummarola, sui cui a sufficienza ho già scritto, e vennero poi i fichi, dolci e teneri, che un chilo dopo l’altro dagli alberi dei colli sí materializzavano nella mia cucina….lasciarli andar brutti sarebbe stato un sacrilegio senza eguali così via, conserviamo e sperimentiamooooo!!!!! 🙂

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Già perchè di marmellata classica ovviamente ne ho fatta a sè, ma per quella checcevò??, io dovevo ASSOLUTAMENTE provare il chutney di fichi e olive da Nigellissima!!!! Dunque….pimpantella come la donzelletta [che] vien dalla campagna, in sul calar del sole, con la mia bacinella di fichi appena spiccati dall’albero (contando che io sono alta un metro e mezzo spaccato l’impresa non é stata proprio delle più semplici), apro il “sacro” libro alla pagina della ricetta e……NUUOOOOOOO, CI VOGLIONO I FICHI SECCHIIII!!!!!!! Dopo qualche minuto di autoflagellazione psicologica perchè ANCHE STA VOLTA mi ero fatta tutto un film sul titolo della ricetta senza prendermi la briga di leggerla…..shameonme shameonme shameonme, vabbé pace, oramai era una questione di orgoglio, quella vasca da bagno piena di morbidi e profumati fichi FRESCHI sarebbero diventati il chutney di fichi e olive della MITICA, quindi volente o nolente toccava essiccare….troppo pigra per scendere in cantina ed indire una caccia al tesoro condominiale per riesumare il forno essiccatore di mio padre, li ho semplicemente tagliati a metà, disposti su carta forno direttamente sui ripiani del forno

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e fatti andare a 60 gradi con lo sportello leggermente aperto per tutta la notte

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Bene, ora che avevo l’ingrediente principe potevo procedere con la ricetta, che prevede inoltre olive, aceto e spezie che ti profumano la casa fino a Natale…

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Certo, lasciarlo riposare un po’ di tempo affinché aromi e profumi si amalgamino sarebbe consigliabile, ma io, che posso essere tutto tranne che perfetta, quando faccio vasetti sbaglio sempre i conti e così quelle due cucchiaiate che non ci stavano da nessuna parte c’è le siamo spazzolate io e Signor Marito quella sera stessa in accompagnamento ad un gorgonzola stagionato da urlo!!!

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Per me conservare é innanzitutto sinonimo di non sprecare, per cui quando ti regalano qualche chilo di bellissime cipolle rosse come non lasciarsi tentare e provare finalmente a fare la confettura di cipolle, soprattutto poi se con la ricetta della amica ed ottima cuoca Allegra! E devo dire ottima!!!
Se la rifaccio, come spero, le cipolle le taglio a dadini anziché a fettine….più forse perché così tendono ad ingrumarsi un po’ e mi ricordano troppo quell’intrico di rovi che sono i miei capelli :D, però sapore eccezionale, coi formaggi belli sapidi poi una goduria!

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Seguendo la stessa logica il giorno che Signor Marito é rincasato portando in dono dall’orto alcuni cetrioli, ho deciso di provare a conservarli in agrodolce….preparazione che per me che ho passato entrambe le gravidanze nauseando h24 nove mesi su nove, beh il cetriolo all’agro é un vero salvavita!!!! Per la ricetta mi é venuta in soccorso la rete, e tra le tante incontrate ho scelto questa

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I sott’oli oramai si possono fare quasi in ogni periodo dell’anno, purtroppo o per fortuna la stagionalità di certi prodotti dell’orto sta quasi scomparendo, ma quando al mio biologico di fiducia ho trovato le fantomatiche zucchine gialle, che oramai credevo crescessero solo nell’orto di Jamie, beh ho capito che era un segno del destino….senza esitare le ho comprate, mondate, sbollentate 3/4 minuti in acqua sale ed aceto, scolate, disposte in vasi sterilizzati, ricoperte con olio d’oliva aromatizzato con aglio e menta fresca. Ottime come antipasto o per accompagnare un buon bollito misto 😉

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Chutney chiama Mango, rispondi Mango!!!
Oh yessss…..per me il signore dei chutney é senz’ombra di dubbio il chutney di mango….e devo dire che con questa ricetta trovata in rete, in un blog che purtroppissimo ha chiuso, beh con questa ricetta viene STRE PI TO SO!!!!!!!! Se amate i chutneys o volete provarne uno per curiosità questo é quello giusto!!! Purtroppo sapori e profumi non si possono postare, ma questo colore così solare é un ottimo ambasciatore della ricchezza di questa salsa

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Così buono che da quel giorno l’ho rifatto già quattro volte, SLURP!!! Mr Mango non può certo dirsi trascurato questo mese 😉

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La cena del Cinghiale

“Amore, vado a fare la spesa di carne, che prendo?”

“Mah, il solito, fai tu…”

È andata proprio così, lo ricordo come fosse ieri, il Signor Marito che prende la porta diretto all’incontro col nostro spacciatore di fiducia di polli, tacchini e conigli, quindi tutto mi potevo aspettare tranne che se ne tornasse bel bello con qualche chilo di CINGHIALE!!!!

La bestiola trova prontamente posto nel congelatore delle scorte per la guerra chimica, occupandone quasi uno scomparto intero (ma il tacchino del Ringraziamento detiene ancora il record assoluto di ingombro!), in attesa di capire cosa farne e con chi condividerlo.

Ovviamente la prima cosa che faccio è consumarmi i polpastrelli scorrendo in su e in giù gli indici dei libri dei miei guru, Jamie e Nigella, ma nulla, del cinghiale manco l’ombra, quasi fosse estinto….PANICO!!!!

Santo internet mi viene incontro con una fiumana di ricette che manco la piena del Nilo…..

Andiamo con ordine:
In freezer campeggiavano x chili di macinato di cinghiale, inevitabilmente destinato ad un ragù, ed x chili di polpa con la quale ero decisa a preparare uno spezzatino…con questi propositi mi tuffo in rete.

Per il ragù, dopo aver letto uno spropositato numero di ricette, ho scelto questa, tralasciando la parte della marinatura della carne dato che io non avevo i “piccoli pezzi” bensì un morbido e frollatissimo macinato, ed evitando di aggiungere la carne di maiale….cioè mi sembrava sufficientemente suinesco così 😉

Per lo spezzatino la ricerca è stata più frustrante, fondamentale sarebbe stata la marinatura, ma non trovavo nulla che mi ispirasse, soprattutto sapendo che già il ragù sarebbe stato profumato dal vino rosso, non volevo categoricamente che le due preparazioni avessero praticamente lo stesso sapore…così concentrai la mia ricerca su questo aspetto, il bagnetto aromatico che avrebbe intenerito ed “addolcito” la carne. Cerca che ti cerca incontro un sacco di roba interessante tipo questa, ma le antennine si sono rizzate quando sono incappata in questo sito dal titolo emblematico THE REAL BOAR CO. ed ho elaborato la mia personale marinatura: sedano, carote, cipolla, aglio, salvia, rosmarino, alloro, bacche di ginepro, chiodi di garofano, pepe nero in grani, annegato nella Guinness!!!! E così la polpa di cinghiale è stata in ammollo x ben 48 ore nel frigo (ah ovviamente l’avevo fatta scongelare completamente e lentamente trasferendola dal congelatore al frigo tre giorni prima di metterla a marinare!!!). Dopo queste premesse cuocerlo seguendo la ricetta di Jamie dello stufato alla birra è andato da sè….

PROBLEMONE: la più volte proposta “Cena del Cinghiale” per un motivo o per un’altro è slittata talmente tante volte da venire definitivamente fissata x il 15 GIUGNO!!!!!.
Ok che è stata una primavera MOOOOLTO novembrina, ma propinare ai miei cari ospiti un menù da caminetto acceso proprio nei giorni in cui sta sbocciando il caldo tosto-afoso-mortifero della pianura padana mi sembrava troppo, così mi sono lasciata ispirare dal nostro sud ed ho preparato delle pizze fritte fatte con l’impasto di Jamie

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che i commensali hanno poi condito a piacimento col ragù

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o con lo spezzatino o con una delicata salsa al pomodoro

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Questi prelibati mappazzoni sono stati preceduti da qualche fogliolina di salvia in tempura

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e un’insalatina preparatoria con uova di quaglia e vinaigrette rivisitata

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Il gran finale non poteva che essere suo con il Chocolate Peanut Butter Cheesecake di Nigella

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che purtroppo mi è scappato un po’ lungo di cottura 😥 e soprattutto, come dice Nigella, non è per i deboli di cuore!!!!

P.S. questo post arriva con grande ritardo e dopo lungo silenzio perchè proprio in quei giorni Nigella venne aggredita in pubblico dal marito, e la notizia fu subito diffusa dai tabloid inglesi con tanto di foto….ora per quanto il mio NIGELLA NON SI TOCCA sia più che altro indirizzato ai suoi detrattori ( quelli ad esempio che l’accusano di promuovere cibo spazzatura perchè una volta ha sciolto nel burro alcune barrette Snickers), non avrei mai immaginato di sentirlo come un monito al suo signoril marito.
Quella sera la notizia mi arrivò come una doccia fredda e mi parve quanto mai fuori luogo mettermi a gigionare farfugliando di cucina dal basso della mia casalinga esperienza….
Oggi non so se ho metabolizzato la vicenda, certo lei, signora com’è, non ha dato seguito alla notizia per non alimentare il gossip.
Spero che chiunque cada in queste mie pagine colga nel mio delirio culinario un modo per renderle omaggio.

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Amore….mollami!!!

Sono bastate queste due paroline, divise da un’enfatica pausa, perché il Signor Marito tarpasse il mio entusiasmo/foga/delirio da neo-blogger compulsiva, e sapete….aveva pure ragione!!!

Ora, per chi abbia avuto l’onore di conoscerlo, il mio Signor Marito non è certo uno che abbia bisogno di incoraggiamento quando è il momento di mettere le gambe sotto al tavolo, tuttavia il progetto Jamie’s 15-minute-meals l’ha fatto sentire un forzato del cibo, per giunta afflitto da una moglie al limite dell’esaurimento, tutta nevrotizzata com’ero nel vortice del scegli menù-cerca ingredienti-prepara-fotografa-documenta….un delirio!!!

Tutto il mio rispetto alle sorelle che riescono a mantenere ritmi di in media una ricetta al giorno diligentemente documentata e ordinatamente pubblicata…e senza mandare all’aria la famiglia!!! RESPECT SISTERS 😉

Così ho rallentato, beh è evidente ;-), ma non solo per assecondare il Signor Marito…in effetti si sono verificati una serie di eventi che mi ci hanno comunque obbligata, ergo era proprio il caso!!! Tipo: finalmente ho domato l’insonnia, eventi sociali che richiedevano innumerevoli preparazioni in un minuscolo spazio temporale, acciacchi di salute democraticamente distribuiti tra tutti i componenti della famiglia, e last but not least con tutta sta monogamica presenza di Jamie mi mancava terribilmente LEI, Nigella the domestic goddess!!!!

Ritornare sui suoi libri è stato quasi un ritorno al grembo materno e le ricette inedite che ho provato sono state, ça va sans dire, un godurioso successo!

Iniziamo col DOUBLE POTATO AND HALLOUMI BAKE, provato qualche sera fa e già bissato…di una semplicità e praticità disarmanti e che si presta ad infinite variazioni a seconda delle stagioni! In sostanza mentre il forno raggiunge i 200C buoni preparate in una teglia di dimensioni adeguate patate normali, patate dolci, cipolla, peperone giallo e rosso tutte tagliate tocchi e qualche spicchio di aglio incamiciato, irrorate generosamente con olio d’oliva e spolverizzate con pepe macinato fresco e via in forno per 45 minuti comodi. L’HALLOUMI questo sconosciuto mi risulta introvabile, così, restando fedele alla nazionalità, ho ripiegato sul reperibilissimo FETA, e ne ho usato un panetto intero tagliato grossolanamente a fettine. Quindi trascorsi i 45 minuti, se sono anche un po’ di più meglio, esco la mia tegliona dal forno, che passo subito in modalità grill, distribuisco il formaggio sulle verdure, e tutto torna dentro sotto la serpentina incandescente per 5/10 minuti, o comunque finché il Feta non si è un po’ dorato…

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Resistete alla tentazione di salare le verdure, il piatto ha un suo perfetto equilibrio se in ogni boccone compare un pezzettino di formaggio…fidatevi!!! 😉

Mi rendo conto che il piatto appena descritto potrebbe tranquillamente fungere da piatto unico, ma secondo me la “terreità” delle patate aveva bisogno di essere bilanciata, o forse sono solo io che con sta stagione che non vuol saperne di aprire le porte al caldo ho un disperato bisogno di mare, fatto sta che stasera al mio arrosto di verdure ho accostato i nigellosissimi PINK PICANTE PRAWNS, un tripudio di sapori e profumi in puro stile Nigella!!! Ho utilizzato mezzo chilo di code di gamberoni sgusciate, che ho passato in due (ma col senno di poi uno sarebbe stato sufficiente) albumi leggermente sbattuti, e poi ripassati in un pesto composto da: un cucchiaio abbondante di pepe rosa, mezzo cucchiaino di semi di cardamomo, un cucchiaino di paprika forte ed un cucchiaio, mi raccomando SCARSO, di sale grosso. Scaldate bene qualche cucchiaio d’olio nel wok e tuffateci i gamberoni…i miei hanno cotto molto velocemente, direi 3 minuti al massimo, quindi il mio consiglio è andare un po’ ad occhio o rischiate che vengano duri e gommosi 😦
Eccoli…

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Così ho composto il mio piatto terra-mare per la cena…

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…ed il Signor Marito, ignaro che tutto l’ambaradan sarebbe finito nel blog, se l’è sbaffato con gran compiacimento!!!

Elogio della lentezza

Ieri sera, nell’ipotesi che alcuni cari amici si fermassero a cena, mi organizzo per preparare il quarto menù da 15 minuti di Jamie….

Oramai non solo mi sono rassegnata che a me i fantomatici 15 minuti non basteranno mai, ma si sta anche facendo strada dentro di me la sensazione che a me fare le cose alla velocità della luce in cucina non mi attragga poi tanto 🙂 …è la cucina stessa che in certi momenti ti obbliga ad una notevole frenesia, tipo quando hai una pentola su ogni fuoco e nonostante contengano cibi con cotture radicalmente diverse FATALITÀ richiedono attenzione tutte precisamente nello stesso momento!!! Beh ecco questa é una fretta che riesco a metabolizzare ( sebbene in questi momenti la mia voce si alteri somigliando moooolto all’aria della Regina della Notte dal Flauto magico di Mozart!) perché fa parte del gioco, anzi per me é proprio inevitabile visto che ancora unenne e cinquenne esigono CIASCUNA il proprio menù dedicato.

Così ieri mi sono presa tutto il tempo per preparare la nigellesca torta alla coca cola ( per festeggiare che finalmente le colombe sono finite!), ed ho approfittato del forno caldo per metterci davanti la teglia dove lievitava una morbida e profumata focaccia al rosmarino di Lorraine Pascal

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Quindi inizio col menù

SPICY CAJUN CHICKEN

e parto dal mix di spezie alla cajun o creola, ovviamente introvabile in commercio nella provincialissima cittadina della bassa padana in cui risiedo, così me la preparo homemade, seguendo a mi manera un po’ di ricette trovate in rete, facendo una fusione tra questa e questa.

Quindi passo alle patate dolci (occhio non le americane, ma proprio quelle che usano loro, a pasta arancione), le pelo (anche se Jamie questo passaggio lo salta), le taglio a fettine sottili con il robot e le metto in una casseruola con acqua bollente salata e le faccio andare coperte una decina di minuti scarsi, quindi le scolo bene, le ritorno alla stessa pentola, le schiaccio con 2 cucchiai di SWEET CHILI SAUCE e le rimetto sul fuoco al minimo per far asciugare l’acquetta 😉

Ora é la volta del pollo: mescolo al mix di spezie 2 cucchiai di fumetto di mais e un pizzico di sale, ed in questa miscela passo 4 fette di petto di pollo in modo che ne siano ben ricoperte, scaldò bene una padellona con olio e le faccio cuocere 3/4 minuti per lato, poi nella stessa padella faccio abbrustolire un po’ di cubetti di pancetta affumicata (hem a me si sono carbonizzati ma al Signor Marito ho detto che andavano così 😉 ) insieme all’okra, stavolta lasciata intera.

Nel frattempo preparo l’insalatina di guarnizione: tosto in padella il mais dolce, taglio e tocchi irregolari un pomodoro maturo, affetto sottile un cipollotto, trito finemente un bel ciuffo di prezzemolo, riunisco il tutto in una ciotola e condisco con sale, olio evo ed il succo di mezzo lime.

Ed ecco come ho composto il piatto

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….ok i pezzettini di pancetta carbonstyle sono parecchio inquietanti 😦 ma nell’insieme i sapori erano molto equilibrati e poi il puré arancione è troppo simpatico….potrebbe addirittura contenere tracce di mango 😉

La lepre e la tartaruga

Sta cosa dei menù superspeedy sembra un’epidemia!!! Perfino la Parodi, da quanto ho visto oggi, chiude la puntata con un piatto a cronometro….beh grazie con gli ingredienti già preparati, l’acqua che già bolle, le padelle roventi e il forno a manetta da chissà quanto tempo, sfido io che i tempi si riducono!!!! Ma non é della Benedetta nazionale che voglio parlare….

La lepre ovviamente é lui, Jamie Oliver, che con le sue raccolte di menù da 30, 20 e 15 minuti sembra lanciatissimo verso un modello di cucina razzo!!!

La tartaruga ? IO, e chi sennò?! 😉

Ora, piccola puntualizzazione:

  • ovvio, per noi Italiani il piatto superspeedy é la pasta ( ora che bolle l’acqua e cuoce la pasta fai il sugo e il gioco é fatto), ma il Signor Marito non gradisce spesso la pasta, e tendenzialmente predilige una certa varietà 😉
  • nella cucina di casa non c’è il “tizio dello staff” che ti trita la cipolla, pela le patate o sminuzza questo e quello
  • a meno di impararsi a memoria la ricetta meglio che l’Ave Maria, qualche sbirciatina al libro é inevitabile e non é a impatto zero nell’economia del tempo impiegato
  • evidentemente moglie e ben 4 figli Jamie é riuscito ad addestrarli molto meglio di me a girare al largo dalla cucina quando lui cerca di stabilire il record del mondo di velocità culinaria….no perché a me la unenne capita tra i piedi urlante almeno una decina di volte, e la cinquenne di qualunque cosa abbia bisogno (dal cracker al tagliaunghie) è tutto un “mamma, mi prendi/porti/dai????” AAGHRRRRRR

 

Ma è inutile oramai ho deciso, sono pronta, ho effettuato tutti i passi di preparazione, organizzazione, fornitura, nulla mi può fermare, proverò TUTTI i menù di Jamie’s 15 minutes meals, e vediamo se con l’allenamento da tartaruga che sono diventerò almeno un leprotto con la bradipite 😉
LO SO…somiglia tanto tanto al Progetto Julie-Julia, ma dubito fortemente che esista food blogger immune al richiamo di quella storia…il mio non vuole essere una scopiazzatura, ma piuttosto un omaggio, spero mi perdoniate 🙂 che poi se proprio volessi fare il MIO progetto sarebbe indubbiamente Nigella-Sandra, tutte le ricette della divina, da HOW TO EAT a NIGELLISSIMA in 365 giorni,

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ma una così titanica impresa é irrealizzabile con una unenne per casa, e allora cominciamo coi menù da 15 minuti del buon Jamie che piacciono tanto al Signor Marito 😉

Quindi oggi menù 1

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Carpe diem

Eh già, la stagionalità di certi prodotti va inevitabilmente a braccetto con questo motto, anche se a guardare Jamie e Nigella sembra che lassù, nonostante quel clima tutto piogge e nebbie, riescano ad avere molta più varietà di ortaggi che dalle nostre parti….e con una disponibilità molto maggiore nel corso dell’anno!

VADE RETRO, dirà qualcuno, tutta roba di serra e cella frigorifera!!!…ok anche fosse??? Voglio dire, che male ci sarebbe se anche da noi si mantenessero vive le culture di ortaggi oramai caduti nel dimenticatoio?!?!?! Innumerevoli volte leggendo una ricetta di questo o quella sono dovuta ricorrere a santa Wikipedia per farmi almeno un’idea di che faccia avesse il misterioso ingrediente di turno, e scoprire che al di fuori del nostro paese non si é estinto nel paleozoico!!!! Per cui da oggi é ufficialmente aperta la caccia a pastinaca e navone, fosse anche allo stato embrionale di seme, perché se il potere del web ha soddisfatto la mia curiosità visiva non posso smettere di chiedermi che diavolo di sapore avranno?!?!?!

Stamattina, forse complice sta pioggerella che non molla, il giro tra i banchi dell’ortofrutta é stata un po’ sconfortante ed ho ripiegato su quello che é diventato un classico di questo finale d’inverno, il cappuccio viola, che ho brasato con semi di finocchio, speck a dadini, cipollotti e un bicchiere di aceto balsamico (ci sarebbero stati bene anche un po’ di pezzettini di mela ma non il mango mi raccomando 😉 !!!! )

Eccoli prima

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e dopo la cottura

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Un’altra cosa che da noi, o almeno dove vivo io, é strettamente legata a determinati periodi dell’anno, é la carne, e così adesso che l’eco della tradizione pasquale é ancora forte sui banchi delle macellerie, conviene approfittare per provare quell’infinitá di ricette a base di agnello, che ricorrono così frequentemente nelle pagine dei miei due super guru.

Oggi ho trovato un pezzo di spalla d’agnello, non troppo grande, pensando che sarà la cena per il Signor Marito e la sottoscritta ( dubito fortemente che la cinquenne assaggerà della verdura viola e una carne che non sembra neanche lontanamente parente della bistecca sanguinolenta come piace a lei), ed ho deciso di utilizzare questa versione di Jamie che richiede minimo sforzo di preparazione e ben 4 ore di lenta cottura in forno, eccola qui un attimo prima di venire coperta con l’allumino ed infornata

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Per oggi, e ancora qualche giorno mi sa, posso risparmiarmi la preparazione di dolci….quando apro la dispensa e ci trovo ancora due colombe mi si chiude lo stomaco :-/ però potrei approfittare del forno caldo per preparare un pane fresco, e non escludo che sia di nuovo la fougasse, magari aromatizzata coi semi di finocchio per richiamare i cappucci, oppure al rosmarino che sta già profumando l’arrosto;-), dipende da quanta autonomia mi concederanno le ragazze nel pomeriggio…sono due tesori ma si trasformano in piccoli demonietti alla velocità della luce!

Imprevisti e probabilità

Imprevisti e probabilità nella mia cucina sono molto più frequenti che nel tabellone del Monopoli…e spesso capita che gli uni generino le altre!

Tipo oggi si va al supermercato con una lista della spesa fondamentalmente basic ( detersivi, latte, burro, uova…), unica eccezione le noci per preparare i brownies da HTBDG di Nigella, ovvero quelli che per me sono I BROWNIES….
Insomma entriamo e non abbiamo neanche il tempo di imboccare la prima corsia che ci troviamo di fronte e IN OFFERTA! questa meraviglia

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Ora dovete capire che per il Signor Marito e la sottoscritta, che oramai da tre anni non mettiamo piede su suolo spagnolo, che soffriamo di mal d’Andalusia ogni volta che il cielo celeste si staglia dietro una casa intonacata di bianco, che con metodo scientifico chiediamo a tutti gli amici di ritorno dalla penisola iberica di portarci qualsivoglia prodotto di charcutería, che la cinquenne quand’era unenne passava dagli omogeneizzati ad un sano tapéo Jerezano senza batter ciglio, che se per strada sentiamo parlare spagnolo drizziamo le orecchie più di Rex quando fiuta il cattivo di turno, beh per noi la visione é stata a dir poco commovente e, dopo esserci scambiati uno sguardo acquoso carico di segnificati-profumi-sapori-suoni-ricordi, il conseguente acquisto é stato inevitabile!!!!

Questo é DECISAMENTE un imprevisto, godurioso ma pur sempre un’imprevisto, perché non é mica che uno normalmente inserisca nella lista della spesa un JAMON IBERICO INTERO?!?!?!?!!! Non é certo una cosa che in famiglia si riesca a consumare agevolmente ed in tempi ragionevoli, contando soprattutto che la unenne ancora non vuol saperne di masticare, la cinquenne come già detto non é per nulla vorace e, per contro, Signor Marito e sottoscritta dovrebbero più che altro darsi una regolata….

Fortunatamente il mio cervello riesce a scrollarsi dal torpore del jet lag ed elabora la PROBABILITÀ risolutiva, e nel tragitto di ritorno dal supermercato sento la mia voce proferire: ” Amore, potremmo organizzare una serata tapas, vuoi???” Ovvio che vuole, mica scemo il Signor Marito…e così gli ingranaggi dell’emisfero cerebrale preposto all’organizzazione eventi sono qui che stridono e scricchiolano, pensando che allora sarebbe bello trovare del queso manchego, che é finalmente arrivato il momento di provare quella ricetta del pulpo a la gallega, che so di aver visto che da qualche parte vendono il membrillo devo solo ricordarmi dove, e soprattutto che

SE FINALMENTE STO CAZZO DI TEMPO FINISSE E SI DEGNASSE DI INIZIARE UNA CALDA E SOLEGGIATA PRIMAVERAAAAAA

hem, sí insomma se il clima fosse un po’ più propizio una bella coppa di gazpacho ghiacciato sarebbe la cigliegina sulla torta!!!!

Una cosa devo trovare…..una bella tapita con MrMango, vorremo mica escluderlo dalla fiesta?!

Gli sviluppi prossimamente su questi schermi 😉