Jessica Rabbit

La femme fatal animata diceva con tono languido, arricciando le carnose labbra e sbattendo i ciglioni “non sono cattiva, mi disegnano così “

Beh io invece credo proprio di essere una stronza naturale….scusate me quando ce vo’ ce vo’!

Ok, sto scrivendo/tenendo/curando, fate un po’ voi, questo spazio/blog/sito che sì ruota attorno alla cucina ed inevitabilmente a ciò che vi preparo, ma NON È UNO SPAZIO/BLOG/SITO DI RICETTE!

Mi spiego, per me la cucina è fondamentalmente la mia tana, l’unico luogo della casa dove posso avanzare il diritto di essere lasciata in pace, giuro che neanche in bagno mi viene concessa quell’intimità/riservatezza cui ogni povero cristo avrebbe diritto!

Nel nostro ménage familiare io interpreto il ruolo della schiava Isaura, attenzione non mi sto lamentando, sto solo esponendo i fatti, ed in quanto tale le esigenze di tutti vengono prima delle mie….oh me la son voluta e mo’ me la ciuccio! A partire dalla unenne che richiede ancora moooolto accudimento perchè è una spericolata scavezzacollo nonché una tetta-dipendente indefessa, passando alla cinquenne che vorrai mica trascurarla adesso che deve metabolizzare l’arrivo della sorellina, metti mai che un domani le vengano chissà che turbe e si trasformi nella versione femminile di Pietro Maso!!!, per finire in bellezza col Signor Marito, che mica per niente è Signor, il quale giustamente in qualità di unico altro adulto presente in casa ha sviluppato una capacità sovrannaturale di dileguarsi, una specie di incrocio tra Batman e La Donna Invisibile; che sia inforcando la porta di casa, che sia blindandosi in bagno (eh lui può!) o barricandosi davanti alla SUA tv in mansarda, posso star certa che nove volte su dieci tutti i miei “dialoghi di coppia” si rivelano sterili monologhi di amletiche dimensioni….figuriamoci quando imploro aiuto per contenere l’energia distruttiva delle cucciole per, chessò, fare pipì?!?!?! Tzè….arrangiati mi rispondono ghignando i muri!!!

Così la cucina assurge a luogo non solo fisico, ma anche intimo….è dove riesco a ritagliarmi uno spazio senza sentirmi afflitta dai sensi di colpa, perchè in fondo anche se li ho chiusi fuori dalla porta sto pur sempre provvedendo a loro preparando pranzo/cena/merenda/colazione, è la mia caverna delle meraviglie, la mia stanza dei bottoni, il mio caveau, la mia Batcaverna, la mia Area 51….in cucina non solo cucino, ma penso, respiro, annuso, leggo, osservo, assaporo, piango, e questo é il diario legato a questa stanza della casa…..
Per cui non prendetevela se non pubblico proprio TUTTE le ricette di quello che faccio ;-), ma se non lo faccio è perché non mi sento pronta a condividerle, perché proprio quelle hanno un significato particolare, e forse anche perchè (caso della TORTA ALLA COCA COLA) non essendo farina del mio sacco almeno per il momento non trovo giusto pubblicarle se non è prima l’autore stesso a pubblicarle!

Mi scuso con chi troverà questa rivelazione deludente, ma, almeno per ora, è così….sarà eccesso di scrupolo o perversa gelosia, ai postumi l’ardua sentenza, qualcuno mi darà della stronza, pace, io vivo lo stesso e magari un giorno pubblicherò anche la ricetta della TORTA ALLA COCA COLA…ma quel giorno non è oggi! 🙂

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La vendicatrice

Per essere io una che trova soddisfazione ed appagamento tra forno e fornelli, il mio contrappasso dantesco si é materializzato nella mia cinquenne, la bimba più disinteressata al cibo che io conosca….quando era unemmezzenne mi ha fatto un sei mesi buoni a due yogurt al giorno e mezzo litro di latte, l’alto Medioevo non é minimamente un periodo buio a confronto!!!

Seppure ultimamente le cose stiano migliorando (Deo gratia inizia ad assaggiare), poche sono le cose che si può star sicuri mangi senza far storie: pasta al burro, carne rossa, formaggio grana o asiago e pastina in brodo….

Il suo suddividere il mondo per colori, lo applica con rigore scientifico anche al cibo, prediligendo la monocromia: la pasta ideale é bianca, é ammessa quella rossa, ma il ragú bandito troppo variopinto; il pane é per definizione quello bianco con crosta albina, se il convento ne é sprovvisto si rassegna accontentandosi della mollica, purché morbida e bianca, ma VADE RETRO SATANA se ho avuto la malaugurata idea di comprare/preparare del pane arricchito con semi/formaggio/olive/salumi/frutta secca, piuttosto un ascetico digiuno; banditi, senza possibilitá di appello, intingoli, salsine, cremine ma soprattutto il colore verde (freudianamente associato a me/madre) nel quale convoglia tutto il reparto verdure in qualsivoglia preparazione!!!

A questo punto suppongo che la mia frustrazione sia fuori discussione…

Eppure la mia cinquenne riesce a darmi grandi soddisfazioni, soprattutto nel confronto con mia madre, la quale partendo da una concezione “purista” di cibo e cucina, mi considera una mezza pazza quando preparo ricette che hanno una lista di ingredienti lunga come un elenco del telefono!
Questa volta il ruolo di pomo della discordia lo interpreta il brodo…

Relegate nella casa della montagna ho ceduto alla nonna il comando della cambusa, per un discorso di anzianità, quieto vivere, ma soprattutto perché ho capito che ne soffrirebbe troppo ad esserne esclusa….però, c’é un peró, nella mio squinternato cucinare le mie figlie non hanno mai, dico mai, mangiato una minestrina fatta col dado!!! E qui casca l’asino…non solo la nonna non era attrezzata con del buon brodo casalingo, bensí, oramai vittima di queste manie salutisticonaturistiche, non era nemmeno attrezzata con un dado basic molto scialla scialla, nooooo Lei deve avere quella polvere di un verde radiottivo con vario fogliame disidratato sparso dentro, che sarà pure Bio-macrobiotica-senza conservanti-senza parabeni/solfiti/coloranti/additivivariedeventuali, MAAAA decisamente inadatto a preparare la minestrina per la mia cinquenne.
Lo sguardo che mi ha regalato alzando il viso dal piatto in cui stagnava una broda verdognola che sembrava più il risultato di un esperimento di biologia sulla riproduzione del “brodo primordiale”, mi ha colmato il cuore di orgoglio e gratitudine!!!!

Amore, la mia cucciola grande….a lei dedico la mia ricetta del brodo di carne, premettendo che col Signor Marito abbiamo acquistato una pentola dedicata da 15 litri!!!!

Ingredienti per…..molte persone o per averne una scorta pressoché inesauribile!!!

4 carote, 2 cipolle, 4 coste di sedano, 3 foglie di alloro, 1 rametto di rosmarino, 1 ciuffo di salvia
Un cucchiaio di sale grosso
Un quarto di gallina ( personalmente preferisco la parte della coscia)
7/8 etti di manzo (uso il taglio denominato scapino o copertina a seconda del macellaio)
Optional: un pezzo di lingua, alcuni pezzi di coda.

Procedimento

Mondate le verdure e sciacquate gli aromi e gettateli nel calderone 😉
Sciacquate sotto acqua fredda la carne e aggiungetela nel calderone
Spolverate col sale grosso e riempite di acqua FREDDA fino a coprire abbondantemente la carne
Mettete sul fuoco con la fiamma al minimo e fate andare….io lo metto sul fuoco alle 8 del mattino e lo spengo verso l’una 🙂 In realtà più va più prende sapore, ed il mio consiglio é di lasciare la carne immersa nel brodo fino al momento di mangiarla. Una volta tolta la carne filtrate il brodo, eliminate gli aromi e passate le verdure al passaverdura coi buchi piccoli sarà un’ottima base per un risotto!

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Il povero MrMango é di un colore che non rientra manco lontanamente tra quelli previsti dal regime dietetico della cinquenne….sorry!

Due galline in una cucina….

…..peggio che due galli in un pollaio!!!!

Mia madre ed io abbiamo due concezioni della cucina diametralmente opposte, probabilmente originate da un rapporto col cibo profondamente diverso: per Lei é mero sostentamento (anche se lo nega), essenziale per aromi ed ingredienti e minimalista per quantità; per me é principalmente piacere, vario e ricco di profumi ed influenze esterofile, e decisamente macro nella produzione, tant’é che sto elaborando tecniche per la conservazione e rielaborazione degli avanzi sorprendentemente all’avanguardia 😉

Mia madre se viene a trovarsi col frigo troppo stipato cade preda di attacchi d’ansia, avendo lei mitizzato il frigo vuoto, e cosí se l’impresa le sembra troppo ardua mi propone “Avrei un po’ di questo o quello, vieni a fare la spesa da me???” Offerta irrifiutabile….soprattutto perché se spesso dai miei la quantità non é un punto di forza, la qualità é fuori discussione!!!!! Quando ha in programma qualche cena é di umore pessimo, nonostante abbia degli assi nella manica di riuscita garantita, e la vive come una condannata ai lavori forzati.

Dal canto mio, tendo ad organizzare frigo e congelatore come schemi di Tetris, nonostante scaffali e scaffali di spezie riesco ancora ad incappare in ricette che ne richiedono altre, e mi prende il panico al sol pensiero che mi manchi qualche ingrediente nel momento in cui mi assale l’urgenza di mettermi ai fornelli!!! Organizzare cene mi elettrizza, inizio a programmare il menú con vari giorni d’anticipo, e se mi invaghisco di qualche ricetta tanto faccio e dico che alla fine il Signor Marito mi accontenta invitando un po’ di amici.

Mia madre mentre cucina ringhia, io quando riesco ad isolarmi dal mondo nella mia micro cucina canticchio….

Bene, per i prossimi 5 giorni, questi due universi dovranno convivere nella cucina della casa di montagna!!!

(Ieri sera in vista dei giorni d’austerity che mi aspettano ho aperitivato con amici servendo la frittata di bruscandoli, crostini col Roquamole e una versione della torta di radicchio con erborinato e noci al posto di feta e pinoli. )

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Sicuramente troveremo un’equilibrio, ma sono certa che al rientro in città sarò tutta uno spignattare per placare la crisi d’astinenza…e la gioia più grande sarà vedere MrMango corrermi incontro appena varcata la soglia di casa 😉