La cena del Cinghiale

“Amore, vado a fare la spesa di carne, che prendo?”

“Mah, il solito, fai tu…”

È andata proprio così, lo ricordo come fosse ieri, il Signor Marito che prende la porta diretto all’incontro col nostro spacciatore di fiducia di polli, tacchini e conigli, quindi tutto mi potevo aspettare tranne che se ne tornasse bel bello con qualche chilo di CINGHIALE!!!!

La bestiola trova prontamente posto nel congelatore delle scorte per la guerra chimica, occupandone quasi uno scomparto intero (ma il tacchino del Ringraziamento detiene ancora il record assoluto di ingombro!), in attesa di capire cosa farne e con chi condividerlo.

Ovviamente la prima cosa che faccio è consumarmi i polpastrelli scorrendo in su e in giù gli indici dei libri dei miei guru, Jamie e Nigella, ma nulla, del cinghiale manco l’ombra, quasi fosse estinto….PANICO!!!!

Santo internet mi viene incontro con una fiumana di ricette che manco la piena del Nilo…..

Andiamo con ordine:
In freezer campeggiavano x chili di macinato di cinghiale, inevitabilmente destinato ad un ragù, ed x chili di polpa con la quale ero decisa a preparare uno spezzatino…con questi propositi mi tuffo in rete.

Per il ragù, dopo aver letto uno spropositato numero di ricette, ho scelto questa, tralasciando la parte della marinatura della carne dato che io non avevo i “piccoli pezzi” bensì un morbido e frollatissimo macinato, ed evitando di aggiungere la carne di maiale….cioè mi sembrava sufficientemente suinesco così 😉

Per lo spezzatino la ricerca è stata più frustrante, fondamentale sarebbe stata la marinatura, ma non trovavo nulla che mi ispirasse, soprattutto sapendo che già il ragù sarebbe stato profumato dal vino rosso, non volevo categoricamente che le due preparazioni avessero praticamente lo stesso sapore…così concentrai la mia ricerca su questo aspetto, il bagnetto aromatico che avrebbe intenerito ed “addolcito” la carne. Cerca che ti cerca incontro un sacco di roba interessante tipo questa, ma le antennine si sono rizzate quando sono incappata in questo sito dal titolo emblematico THE REAL BOAR CO. ed ho elaborato la mia personale marinatura: sedano, carote, cipolla, aglio, salvia, rosmarino, alloro, bacche di ginepro, chiodi di garofano, pepe nero in grani, annegato nella Guinness!!!! E così la polpa di cinghiale è stata in ammollo x ben 48 ore nel frigo (ah ovviamente l’avevo fatta scongelare completamente e lentamente trasferendola dal congelatore al frigo tre giorni prima di metterla a marinare!!!). Dopo queste premesse cuocerlo seguendo la ricetta di Jamie dello stufato alla birra è andato da sè….

PROBLEMONE: la più volte proposta “Cena del Cinghiale” per un motivo o per un’altro è slittata talmente tante volte da venire definitivamente fissata x il 15 GIUGNO!!!!!.
Ok che è stata una primavera MOOOOLTO novembrina, ma propinare ai miei cari ospiti un menù da caminetto acceso proprio nei giorni in cui sta sbocciando il caldo tosto-afoso-mortifero della pianura padana mi sembrava troppo, così mi sono lasciata ispirare dal nostro sud ed ho preparato delle pizze fritte fatte con l’impasto di Jamie

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che i commensali hanno poi condito a piacimento col ragù

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o con lo spezzatino o con una delicata salsa al pomodoro

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Questi prelibati mappazzoni sono stati preceduti da qualche fogliolina di salvia in tempura

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e un’insalatina preparatoria con uova di quaglia e vinaigrette rivisitata

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Il gran finale non poteva che essere suo con il Chocolate Peanut Butter Cheesecake di Nigella

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che purtroppo mi è scappato un po’ lungo di cottura 😥 e soprattutto, come dice Nigella, non è per i deboli di cuore!!!!

P.S. questo post arriva con grande ritardo e dopo lungo silenzio perchè proprio in quei giorni Nigella venne aggredita in pubblico dal marito, e la notizia fu subito diffusa dai tabloid inglesi con tanto di foto….ora per quanto il mio NIGELLA NON SI TOCCA sia più che altro indirizzato ai suoi detrattori ( quelli ad esempio che l’accusano di promuovere cibo spazzatura perchè una volta ha sciolto nel burro alcune barrette Snickers), non avrei mai immaginato di sentirlo come un monito al suo signoril marito.
Quella sera la notizia mi arrivò come una doccia fredda e mi parve quanto mai fuori luogo mettermi a gigionare farfugliando di cucina dal basso della mia casalinga esperienza….
Oggi non so se ho metabolizzato la vicenda, certo lei, signora com’è, non ha dato seguito alla notizia per non alimentare il gossip.
Spero che chiunque cada in queste mie pagine colga nel mio delirio culinario un modo per renderle omaggio.

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