Elogio della lentezza

Ieri sera, nell’ipotesi che alcuni cari amici si fermassero a cena, mi organizzo per preparare il quarto menù da 15 minuti di Jamie….

Oramai non solo mi sono rassegnata che a me i fantomatici 15 minuti non basteranno mai, ma si sta anche facendo strada dentro di me la sensazione che a me fare le cose alla velocità della luce in cucina non mi attragga poi tanto 🙂 …è la cucina stessa che in certi momenti ti obbliga ad una notevole frenesia, tipo quando hai una pentola su ogni fuoco e nonostante contengano cibi con cotture radicalmente diverse FATALITÀ richiedono attenzione tutte precisamente nello stesso momento!!! Beh ecco questa é una fretta che riesco a metabolizzare ( sebbene in questi momenti la mia voce si alteri somigliando moooolto all’aria della Regina della Notte dal Flauto magico di Mozart!) perché fa parte del gioco, anzi per me é proprio inevitabile visto che ancora unenne e cinquenne esigono CIASCUNA il proprio menù dedicato.

Così ieri mi sono presa tutto il tempo per preparare la nigellesca torta alla coca cola ( per festeggiare che finalmente le colombe sono finite!), ed ho approfittato del forno caldo per metterci davanti la teglia dove lievitava una morbida e profumata focaccia al rosmarino di Lorraine Pascal

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Quindi inizio col menù

SPICY CAJUN CHICKEN

e parto dal mix di spezie alla cajun o creola, ovviamente introvabile in commercio nella provincialissima cittadina della bassa padana in cui risiedo, così me la preparo homemade, seguendo a mi manera un po’ di ricette trovate in rete, facendo una fusione tra questa e questa.

Quindi passo alle patate dolci (occhio non le americane, ma proprio quelle che usano loro, a pasta arancione), le pelo (anche se Jamie questo passaggio lo salta), le taglio a fettine sottili con il robot e le metto in una casseruola con acqua bollente salata e le faccio andare coperte una decina di minuti scarsi, quindi le scolo bene, le ritorno alla stessa pentola, le schiaccio con 2 cucchiai di SWEET CHILI SAUCE e le rimetto sul fuoco al minimo per far asciugare l’acquetta 😉

Ora é la volta del pollo: mescolo al mix di spezie 2 cucchiai di fumetto di mais e un pizzico di sale, ed in questa miscela passo 4 fette di petto di pollo in modo che ne siano ben ricoperte, scaldò bene una padellona con olio e le faccio cuocere 3/4 minuti per lato, poi nella stessa padella faccio abbrustolire un po’ di cubetti di pancetta affumicata (hem a me si sono carbonizzati ma al Signor Marito ho detto che andavano così 😉 ) insieme all’okra, stavolta lasciata intera.

Nel frattempo preparo l’insalatina di guarnizione: tosto in padella il mais dolce, taglio e tocchi irregolari un pomodoro maturo, affetto sottile un cipollotto, trito finemente un bel ciuffo di prezzemolo, riunisco il tutto in una ciotola e condisco con sale, olio evo ed il succo di mezzo lime.

Ed ecco come ho composto il piatto

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….ok i pezzettini di pancetta carbonstyle sono parecchio inquietanti 😦 ma nell’insieme i sapori erano molto equilibrati e poi il puré arancione è troppo simpatico….potrebbe addirittura contenere tracce di mango 😉

Frenesia domenicale

Nelle famiglie “normali” la domenica é tradizionalmente il giorno del riposo, dei tempi lenti e dilatati, della colazione a ridosso dell’ora di pranzo, delle cotture lente e lunghe, dei pani lievitati che profumano di miracolo di vita…beh tutto questo da noi non accade.

Con i turni del Signor Marito noi viviamo una domenica standard al mese, se poi, come accade questo aprile, in quella che é libero lui lavoro io non ce ne resta neanche una! È in domeniche così che cerchi di incastrare 60 lavatrici, almeno una lavastoviglie, improponibile pensare di infornare qualcosa salvo ritrovarsi a fare in continuazione la spola col contatore della luce che continua a saltare, cercar di far passare il tempo non incollata alla tele alla cinquenne e soprattutto riuscire a fare tutto con l’unenne aggrappata ad un fianco tipo il koala amico di Georgie….

Ma questa domenica é stata più frenetica del solito…perché finalmente dopo quasi 3 anni mi sono presa qualche ora per me e mi sono regalata due bellissime ore di bata de cola con la meravigliosa Leonor Leal Chamorro….che ringrazio perché ne avevo veramente bisogno!!!!

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Detto ciò non é difficile comprendere perché al delirio di una giornata come questa mi sia sentita in dovere di presentare al Signor Marito un dignitoso pranzetto, e così sotto col terzo menù da Jamie’s 15- minute meals.

CRACKIN’ CRAB BRIKS

Questa volta perfino il Signor Marito, grande fan di Jamie, ad un certo punto é entrato in cucina sbraitando “Insomma, tra quanto mangiamo? É quasi un’ora che sei qui a spignattare!” …inutile dire che ancora i 15 minuti previsti per la preparazione restano un lontano miraggio, ma il sapore era da mille e una notte!!!

Ho fritto in padella 4 saccottini di pasta fillo ripieni di polpa di granchio (NO SURIMI!), cipollotti, prezzemolo ( ci sarebbe andato il coriandolo fresco ma il Signor Marito non lo tollera), limoni sott’olio (che fortunatamente avevo preparato tempo fa seguendo la ricetta di Nigella) e salsa harissa che, non essendo riuscita a reperire in commercio, ho preparato seguendo questa ricetta ma dimezzando le dosi.

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Preparato un cuscus di Kamut biologico con l’aggiunta di un cucchiaio di triplo concentrato di pomodoro, che è poi andato a sposarsi nell’insalatiera ad un finocchio tritato insieme a qualche fogliolina di menta fresca, spruzzato col succo di un limone e profumato con un cucchiaino di semi di carvo (kümmel).

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Last but not least una freschissima salsina di pomodoro e zenzero freschi battuti al coltello conditi con un pizzico di sale ed una spruzzata di limone…

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I profumi erano inebrianti ed i sapori fortemente evocativi tanto che, forse complice il sole che finalmente é tornato a splendere, guardando fuori dalla finestra ho scambiato la rosicchiata palma dei vicini per un rigoglioso palmizio di un’oasi nordafricana 😉

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…e spontanea è andata formandosi nella mia mente una domanda: ma in nordafrica che lo usino il mango???

Bon voyage

Fortunatamente in gioventù ho avuto l’occasione di viaggiare molto, e di questo sarò eternamente grata ai miei genitori!!!

Il viaggio credo sia un’esperienza formativa meravigliosa, ti arricchisce sotto molti punti di vista, culturale, emotivo, sociale, percettivo ed ovviamente gastronomico ( eccezion fatta per quegli esseri inutili che ovunque si trovino sul globo terraqueo pretendono di mangiare come a casa propria, e che non per niente denigrano questa e quella cucina….MA STA CASA TUAAAA!!!! dico io!)….comunque dicevo che viaggiare é una cosa meravigliosa, ma da quando sono diventata BI-mamma mi sono parecchio casalinghinizzata, ed i viaggi più esotici riesco a farli solo attraverso gli aromi, i profumi ed i sapori dei piatti che cucino…

Attualmente la globetrotter di famiglia é la mia supercuginetta E che proprio in questi giorni è in partenza per un lungo viaggio in oriente, e così con la scusa di salutarla 😉 ieri sera l’invitata a cena, cogliendo così ben tre uccelli con una fava:

  • l’abbiamo effettivamente salutata 😉
  • ho approfittato per commissionarle qualche acquisto di spezie che languono dai miei scaffali 😀
  • ho preparato il secondo menù da 15 minuti di Jamie
  • GLAZED PORK FILLET

    Anche questa volta i 15 minuti presunti per la preparazione non erano neanche lontanamente sufficienti, anche solo perché dalle mie parti il riso integrale precotto é introvabile!!! É così mi sono presa per tempo e nelle vesti del “tizio dello staff” in mattinata ho lessato mezzo kilo di un ottimo riso integrale biologico, omaggiatoci da cari amici, per 45 minuti e l’ho poi lasciato coperto a svaporare nel colapasta. Un’ora prima della cena ho tirato fuori la carne dal frigo e tagliato le verdure: una cipolla rossa, due coste di sedano, un peperone giallo ed uno rosso, un pacchettino di okra .

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    Il simpatico baccello verde merita una digressione: l’okra, o lady finger, sembra un incrocio tra una piccola zucchina ed un cetriolino, io l’ho conosciuta al ristorante indio-mauriziano e me ne sono letteralmente innamorata, ma non avendola mai utilizzata prima, ho deciso di documentarmi un po’ e così ho trovato questa pagina che mi é sembrata molto ben fatta, ah non preccupatevi dello slimacciume che esce quando la tagliate, é normale;-)

    Finito con le verdure torno dal mio filetto di maiale, lo incido per il lungo, lo apro a libro e lo prendo letteralmente a cazzotti come indica la ricetta 😉 MOOLTO TERAPEUTICO!!!! Massaggio le carni con sale, pepe nero ed un cucchiaino colmo di allspice, noto anche come pimento o pepe della Giamaica, e lascio un po’ riposare.

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    Nel frattempo arrovento una teglia dove far sigillare la carne per poi passarle sotto il grill del forno, accendo il forno col grill sui 200C, ed una casseruola dove saltare le verdure con paprika dolce, semi di cumino e di finocchio ed una tazza d’acqua. Bene, quando tutto é incandescente parto: butto la carne calcolando un 4 minuti per lato e inizio a saltare le verdure….in teoria da qui sono 15 minuti….

    ….non fosse che la lista degli ingredienti della salsa BBQ é lunga come un canto dantesco, quindi il Signor Marito veste i panni del leggio e mi tiene il libro aperto sotto il naso mentre io gesticolo freneticamente tipo piovra epilettica: 2 spicchi d’aglio schiacciati, 4 cucchiai di ketchup, 2 cucchiai di salsa HP, 1 cucchiaio di salsa di soia, 2 cucchiai di Worechester, 1cucchiaino di tabasco, 1 cucchiaio di miele liquido, 3 cucchiai di succo di mele .

    Salsa pronta la verso sulla carne che oramai ha fatto la sua bella crosticina e via sotto il grill 7/8 minuti a glassare.

    Torno alle verdure, che personalmente avrei preferito un po’ più morbide, e vi butto dentro il riso precotto, il succo di mezzo limone e qualche foglia di basilico…tempo che la carne è glassata il riso ha assorbito gli aromi delle verdure e quindi é tutto pronto, così porto in tavola

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    Devo ammettere che per 4 persone é un menù perfetto e bilanciato, mi ha sorpreso per la delicatezza sensoriale dei profumi e dei sapori, la carne era tenerissima ed il riso un caleidoscopio di sensazioni…il Signor Marito mi ha perfino fatto i complimenti!!!! 🙂

    NOTA: di base ho sempre paura che i miei ospiti vadano via non completamente sazi, così avevo preparato l’ormai classico nigelliano Roquamole e per dolce mi sono accontentata di aprire l’ultima colomba EVVAIIII!!!!!

    NOTA DOLENTE: nessun MrMango era previsto in questo menù, sorry 😦

    Vabbè, allora dillo!!!!

    Come forse é già trapelato altrove, io non ho un bagaglio di cultura culinaria familiare, mia mamma non é una grande appassionata, la nonna materna, che sicuramente avrebbe avuto molto da tramandare, é purtroppo mancata che ero troppo piccola per ricordare la sua ricetta dei tortellini (nonostante ne ricordi benissimo profumo e sapore soprattutto da crudi!), e la nonna paterna ha ovviamente passato il suo quaderno delle ricette a mia zia, perché viene abbastanza naturale tramandare questi fogli vissuti, unti, scritti fitti fitti e preziosissimi, per discendenza femminile….

    Il mio Signor Marito é terzo di tre fratelli maschi, quindi un po’ per colmare una mia lacuna, un po’ per sana curiosità, un po’ perché trovo sia un peccato che certe “formule magiche” vadano perdute, mi sono sentita tacitamente autorizzata a chiedere alla mia madre-in-legge 😉 alcune ricette, e bisogna ammettere che é stata molto generosa e me le ha passate con genuino entusiasmo.

    In principio fu la torta di amaretti, che lei purtroppo nei ritrovi di famiglia non fa più perchè ad una delle nuore l’amaretto é caduto in disgrazia 😦 , a me invece piaceva molto e sentendone la mancanza le chiesi la ricetta:

  • 4 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 70 gr di cioccolato fondente grossolanamente tritato
  • 150 gr di burro
  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di amaretti secchi sbriciolati
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • Lavorare a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungere il resto degli ingredienti amalgamando bene e versare in una teglia precedentemente imburrata ad infarinata. Infornare a 175 C per 35-40 minuti

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    E con questa ricetta la faccio e, pensando di farle omaggio, la porto un giorno che siamo a pranzo da loro senza la nuora-anti-amaretti; con mio grande dispiacere quando l’assaggiamo la torta risulta mollicciosa ed il sapore del burro é fastidiosamente predominante, così inizio subito il MEA CULPA supponendo di aver sbagliato qualcosa, e su quello la madre-in-legge salta su dicendo che nella ricetta il burro segnato é troppo, lei ne ha sempre messo meno, che anche i minuti di cottura forse erano di più e che quasi sicuramente lo stampo sarebbe dovuto essere più grande, che insomma lei l’ha sempre fatta più o meno ad occhio….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Come già accennato qua e là la mia cinquenne non é certo quello che si direbbe una buona forchetta, anzi, quindi in famiglia c’è un po’ una gara a trovare qualche pietanza nuova che lei mangi volentieri, e visto che dalla mia madre-in-legge TUTTI i nipoti mangiano TUTTO volentieri, indago e cerco di riproporre a mia figlia l’ultima leccornia di cui sembra essere ghiotta, le cotolette di pollo.
    Qui mi sento un po’ rassicurata avendole viste fare un migliaio di volte dalla mia nonna Dina, e così mi preparo un piatto con la farina, uno con l’uovo sbattuto e uno col pan grattato e fischiettando tipo nano di Biancaneve mi metto a panare fettine di pollo a tutto spiano, friggo con tutto l’amore di mamma e porto in tavola con l’espressione da mamma di Ricky Cunningham.
    La cinquenne mangia tranquilla, penso vittoria!, ma giunge il verdetto del Signor Marito

    QUELLE DI MIA MAMMA SONO DIVERSE, LA PANATURA È PIÙ SPESSA!!!

    Spatapam…mazzata sull’autostima che si rimpicciolisce alle dimensioni di un neutrino!

    Aspetto la madre-in-legge al varco e con nonchalance le chiedo come fa ste sante cotolette….
    “Aaahhhh la farina???noooo cara!!! Allora tu rompi mezza dozzina di uova in un bel contenitore e le sbatti con sale, pepe, una spruzzata di limone,del parmigiano grattato e un goccio di latte, ci immergi le fettine di pollo e le lasci un bel po’, anche tutta la mattina se le fai per pranzo,poi quando le devi fare le sgoccioli, le passi nel pan grattato e poi le rimetti nell’uovo e le ripassi nel pane una seconda volta, solo e SOLO allora le friggi!“….da quel poco che so non è la panatura standard….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Qualche conversazione più tardi…sto dicendo, con aria quasi trionfale, che sí la pasta al burro è uno dei preferiti della cinquenne, ma ultimamente non disdegna lo spaghettino al pomodoro, e, sempre convinta di farle piacere, sottolineo quanto sia migliore fatto con la SUA conserva piuttosto che con quelle in commercio! Risposta della madre-in-legge: “da me ha SEMPRE mangiato la pasta al sugo!! É perché TU la fai solo col pomodoro, cara, invece IO faccio un trito fino fino di sedano carote e cipolla, lo faccio soffriggere (in un gallone di olio secondo i miei parametri), poi aggiungo il pomodoro!!!!!”
    Da quel poco che so lo spaghetto al pomodoro é condito con POMODORO, olio evo e ad libitum basilico o origano e parmigiano, ma io non ho un background cultural-culinario….VABBÈ, ALLORA DILLO!!!!

    La lepre e la tartaruga

    Sta cosa dei menù superspeedy sembra un’epidemia!!! Perfino la Parodi, da quanto ho visto oggi, chiude la puntata con un piatto a cronometro….beh grazie con gli ingredienti già preparati, l’acqua che già bolle, le padelle roventi e il forno a manetta da chissà quanto tempo, sfido io che i tempi si riducono!!!! Ma non é della Benedetta nazionale che voglio parlare….

    La lepre ovviamente é lui, Jamie Oliver, che con le sue raccolte di menù da 30, 20 e 15 minuti sembra lanciatissimo verso un modello di cucina razzo!!!

    La tartaruga ? IO, e chi sennò?! 😉

    Ora, piccola puntualizzazione:

    • ovvio, per noi Italiani il piatto superspeedy é la pasta ( ora che bolle l’acqua e cuoce la pasta fai il sugo e il gioco é fatto), ma il Signor Marito non gradisce spesso la pasta, e tendenzialmente predilige una certa varietà 😉
    • nella cucina di casa non c’è il “tizio dello staff” che ti trita la cipolla, pela le patate o sminuzza questo e quello
    • a meno di impararsi a memoria la ricetta meglio che l’Ave Maria, qualche sbirciatina al libro é inevitabile e non é a impatto zero nell’economia del tempo impiegato
    • evidentemente moglie e ben 4 figli Jamie é riuscito ad addestrarli molto meglio di me a girare al largo dalla cucina quando lui cerca di stabilire il record del mondo di velocità culinaria….no perché a me la unenne capita tra i piedi urlante almeno una decina di volte, e la cinquenne di qualunque cosa abbia bisogno (dal cracker al tagliaunghie) è tutto un “mamma, mi prendi/porti/dai????” AAGHRRRRRR

     

    Ma è inutile oramai ho deciso, sono pronta, ho effettuato tutti i passi di preparazione, organizzazione, fornitura, nulla mi può fermare, proverò TUTTI i menù di Jamie’s 15 minutes meals, e vediamo se con l’allenamento da tartaruga che sono diventerò almeno un leprotto con la bradipite 😉
    LO SO…somiglia tanto tanto al Progetto Julie-Julia, ma dubito fortemente che esista food blogger immune al richiamo di quella storia…il mio non vuole essere una scopiazzatura, ma piuttosto un omaggio, spero mi perdoniate 🙂 che poi se proprio volessi fare il MIO progetto sarebbe indubbiamente Nigella-Sandra, tutte le ricette della divina, da HOW TO EAT a NIGELLISSIMA in 365 giorni,

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    ma una così titanica impresa é irrealizzabile con una unenne per casa, e allora cominciamo coi menù da 15 minuti del buon Jamie che piacciono tanto al Signor Marito 😉

    Quindi oggi menù 1

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    Carpe diem

    Eh già, la stagionalità di certi prodotti va inevitabilmente a braccetto con questo motto, anche se a guardare Jamie e Nigella sembra che lassù, nonostante quel clima tutto piogge e nebbie, riescano ad avere molta più varietà di ortaggi che dalle nostre parti….e con una disponibilità molto maggiore nel corso dell’anno!

    VADE RETRO, dirà qualcuno, tutta roba di serra e cella frigorifera!!!…ok anche fosse??? Voglio dire, che male ci sarebbe se anche da noi si mantenessero vive le culture di ortaggi oramai caduti nel dimenticatoio?!?!?! Innumerevoli volte leggendo una ricetta di questo o quella sono dovuta ricorrere a santa Wikipedia per farmi almeno un’idea di che faccia avesse il misterioso ingrediente di turno, e scoprire che al di fuori del nostro paese non si é estinto nel paleozoico!!!! Per cui da oggi é ufficialmente aperta la caccia a pastinaca e navone, fosse anche allo stato embrionale di seme, perché se il potere del web ha soddisfatto la mia curiosità visiva non posso smettere di chiedermi che diavolo di sapore avranno?!?!?!

    Stamattina, forse complice sta pioggerella che non molla, il giro tra i banchi dell’ortofrutta é stata un po’ sconfortante ed ho ripiegato su quello che é diventato un classico di questo finale d’inverno, il cappuccio viola, che ho brasato con semi di finocchio, speck a dadini, cipollotti e un bicchiere di aceto balsamico (ci sarebbero stati bene anche un po’ di pezzettini di mela ma non il mango mi raccomando 😉 !!!! )

    Eccoli prima

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    e dopo la cottura

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    Un’altra cosa che da noi, o almeno dove vivo io, é strettamente legata a determinati periodi dell’anno, é la carne, e così adesso che l’eco della tradizione pasquale é ancora forte sui banchi delle macellerie, conviene approfittare per provare quell’infinitá di ricette a base di agnello, che ricorrono così frequentemente nelle pagine dei miei due super guru.

    Oggi ho trovato un pezzo di spalla d’agnello, non troppo grande, pensando che sarà la cena per il Signor Marito e la sottoscritta ( dubito fortemente che la cinquenne assaggerà della verdura viola e una carne che non sembra neanche lontanamente parente della bistecca sanguinolenta come piace a lei), ed ho deciso di utilizzare questa versione di Jamie che richiede minimo sforzo di preparazione e ben 4 ore di lenta cottura in forno, eccola qui un attimo prima di venire coperta con l’allumino ed infornata

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    Per oggi, e ancora qualche giorno mi sa, posso risparmiarmi la preparazione di dolci….quando apro la dispensa e ci trovo ancora due colombe mi si chiude lo stomaco :-/ però potrei approfittare del forno caldo per preparare un pane fresco, e non escludo che sia di nuovo la fougasse, magari aromatizzata coi semi di finocchio per richiamare i cappucci, oppure al rosmarino che sta già profumando l’arrosto;-), dipende da quanta autonomia mi concederanno le ragazze nel pomeriggio…sono due tesori ma si trasformano in piccoli demonietti alla velocità della luce!

    Imprevisti e probabilità

    Imprevisti e probabilità nella mia cucina sono molto più frequenti che nel tabellone del Monopoli…e spesso capita che gli uni generino le altre!

    Tipo oggi si va al supermercato con una lista della spesa fondamentalmente basic ( detersivi, latte, burro, uova…), unica eccezione le noci per preparare i brownies da HTBDG di Nigella, ovvero quelli che per me sono I BROWNIES….
    Insomma entriamo e non abbiamo neanche il tempo di imboccare la prima corsia che ci troviamo di fronte e IN OFFERTA! questa meraviglia

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    Ora dovete capire che per il Signor Marito e la sottoscritta, che oramai da tre anni non mettiamo piede su suolo spagnolo, che soffriamo di mal d’Andalusia ogni volta che il cielo celeste si staglia dietro una casa intonacata di bianco, che con metodo scientifico chiediamo a tutti gli amici di ritorno dalla penisola iberica di portarci qualsivoglia prodotto di charcutería, che la cinquenne quand’era unenne passava dagli omogeneizzati ad un sano tapéo Jerezano senza batter ciglio, che se per strada sentiamo parlare spagnolo drizziamo le orecchie più di Rex quando fiuta il cattivo di turno, beh per noi la visione é stata a dir poco commovente e, dopo esserci scambiati uno sguardo acquoso carico di segnificati-profumi-sapori-suoni-ricordi, il conseguente acquisto é stato inevitabile!!!!

    Questo é DECISAMENTE un imprevisto, godurioso ma pur sempre un’imprevisto, perché non é mica che uno normalmente inserisca nella lista della spesa un JAMON IBERICO INTERO?!?!?!?!!! Non é certo una cosa che in famiglia si riesca a consumare agevolmente ed in tempi ragionevoli, contando soprattutto che la unenne ancora non vuol saperne di masticare, la cinquenne come già detto non é per nulla vorace e, per contro, Signor Marito e sottoscritta dovrebbero più che altro darsi una regolata….

    Fortunatamente il mio cervello riesce a scrollarsi dal torpore del jet lag ed elabora la PROBABILITÀ risolutiva, e nel tragitto di ritorno dal supermercato sento la mia voce proferire: ” Amore, potremmo organizzare una serata tapas, vuoi???” Ovvio che vuole, mica scemo il Signor Marito…e così gli ingranaggi dell’emisfero cerebrale preposto all’organizzazione eventi sono qui che stridono e scricchiolano, pensando che allora sarebbe bello trovare del queso manchego, che é finalmente arrivato il momento di provare quella ricetta del pulpo a la gallega, che so di aver visto che da qualche parte vendono il membrillo devo solo ricordarmi dove, e soprattutto che

    SE FINALMENTE STO CAZZO DI TEMPO FINISSE E SI DEGNASSE DI INIZIARE UNA CALDA E SOLEGGIATA PRIMAVERAAAAAA

    hem, sí insomma se il clima fosse un po’ più propizio una bella coppa di gazpacho ghiacciato sarebbe la cigliegina sulla torta!!!!

    Una cosa devo trovare…..una bella tapita con MrMango, vorremo mica escluderlo dalla fiesta?!

    Gli sviluppi prossimamente su questi schermi 😉