Le verdure Crucifere dette anche Brassicacee…

LA CUCINA VERDE

Le verdure Crucifere ….

antitumorali

Sono : cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo riccio, cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa, ma anche la senape, il ravanello, la rucola e il rafano.

I principi attivi:

gli indolo-glucosinolati, sono potenti pesticidi naturali con cui la pianta si difende da vermi e funghi, ma sull’uomo hanno effetto anti-cancro.

L’enzima :

mirosinasi  che e’ presente nella pianta, ma anche nel colon umano, durante la masticazione, in presenza di acqua o saliva, scinde i glucosinolati in tiocianati  che sono i veri agenti anti-cancro nell’organismo, specializzati non solo nel contrastare la formazione delle cellule cancerose, ma anche nell’attivare la fase antitumorale, inducendo le cellule cancerose già formate al suicidio programmato, che si chaima “apoptosi”.

Secondo degli altri studi, sarebbero i successivi metaboliti dei tiocianati, come l’indolo-3-carbinolo e altri indoli i veri agenti antitumorali.

Questi  però sono molto ridotti dal calore in cottura.

Il cattivo…

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Settembre, andiamo. É tempo di…..CONSERVARE!!!!

Lo so, lo so, il poeta diceva migrare, e non mi dispiacerebbe affatto visto come va a rotoli sto paese, ma purtroppo neanche quest’anno mi é riuscito di farlo, così ho ripiegato sull’utile e gratificante conservare 😉

Tutto cominciò con l’umile pummarola, sui cui a sufficienza ho già scritto, e vennero poi i fichi, dolci e teneri, che un chilo dopo l’altro dagli alberi dei colli sí materializzavano nella mia cucina….lasciarli andar brutti sarebbe stato un sacrilegio senza eguali così via, conserviamo e sperimentiamooooo!!!!! 🙂

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Già perchè di marmellata classica ovviamente ne ho fatta a sè, ma per quella checcevò??, io dovevo ASSOLUTAMENTE provare il chutney di fichi e olive da Nigellissima!!!! Dunque….pimpantella come la donzelletta [che] vien dalla campagna, in sul calar del sole, con la mia bacinella di fichi appena spiccati dall’albero (contando che io sono alta un metro e mezzo spaccato l’impresa non é stata proprio delle più semplici), apro il “sacro” libro alla pagina della ricetta e……NUUOOOOOOO, CI VOGLIONO I FICHI SECCHIIII!!!!!!! Dopo qualche minuto di autoflagellazione psicologica perchè ANCHE STA VOLTA mi ero fatta tutto un film sul titolo della ricetta senza prendermi la briga di leggerla…..shameonme shameonme shameonme, vabbé pace, oramai era una questione di orgoglio, quella vasca da bagno piena di morbidi e profumati fichi FRESCHI sarebbero diventati il chutney di fichi e olive della MITICA, quindi volente o nolente toccava essiccare….troppo pigra per scendere in cantina ed indire una caccia al tesoro condominiale per riesumare il forno essiccatore di mio padre, li ho semplicemente tagliati a metà, disposti su carta forno direttamente sui ripiani del forno

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e fatti andare a 60 gradi con lo sportello leggermente aperto per tutta la notte

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Bene, ora che avevo l’ingrediente principe potevo procedere con la ricetta, che prevede inoltre olive, aceto e spezie che ti profumano la casa fino a Natale…

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Certo, lasciarlo riposare un po’ di tempo affinché aromi e profumi si amalgamino sarebbe consigliabile, ma io, che posso essere tutto tranne che perfetta, quando faccio vasetti sbaglio sempre i conti e così quelle due cucchiaiate che non ci stavano da nessuna parte c’è le siamo spazzolate io e Signor Marito quella sera stessa in accompagnamento ad un gorgonzola stagionato da urlo!!!

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Per me conservare é innanzitutto sinonimo di non sprecare, per cui quando ti regalano qualche chilo di bellissime cipolle rosse come non lasciarsi tentare e provare finalmente a fare la confettura di cipolle, soprattutto poi se con la ricetta della amica ed ottima cuoca Allegra! E devo dire ottima!!!
Se la rifaccio, come spero, le cipolle le taglio a dadini anziché a fettine….più forse perché così tendono ad ingrumarsi un po’ e mi ricordano troppo quell’intrico di rovi che sono i miei capelli :D, però sapore eccezionale, coi formaggi belli sapidi poi una goduria!

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Seguendo la stessa logica il giorno che Signor Marito é rincasato portando in dono dall’orto alcuni cetrioli, ho deciso di provare a conservarli in agrodolce….preparazione che per me che ho passato entrambe le gravidanze nauseando h24 nove mesi su nove, beh il cetriolo all’agro é un vero salvavita!!!! Per la ricetta mi é venuta in soccorso la rete, e tra le tante incontrate ho scelto questa

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I sott’oli oramai si possono fare quasi in ogni periodo dell’anno, purtroppo o per fortuna la stagionalità di certi prodotti dell’orto sta quasi scomparendo, ma quando al mio biologico di fiducia ho trovato le fantomatiche zucchine gialle, che oramai credevo crescessero solo nell’orto di Jamie, beh ho capito che era un segno del destino….senza esitare le ho comprate, mondate, sbollentate 3/4 minuti in acqua sale ed aceto, scolate, disposte in vasi sterilizzati, ricoperte con olio d’oliva aromatizzato con aglio e menta fresca. Ottime come antipasto o per accompagnare un buon bollito misto 😉

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Chutney chiama Mango, rispondi Mango!!!
Oh yessss…..per me il signore dei chutney é senz’ombra di dubbio il chutney di mango….e devo dire che con questa ricetta trovata in rete, in un blog che purtroppissimo ha chiuso, beh con questa ricetta viene STRE PI TO SO!!!!!!!! Se amate i chutneys o volete provarne uno per curiosità questo é quello giusto!!! Purtroppo sapori e profumi non si possono postare, ma questo colore così solare é un ottimo ambasciatore della ricchezza di questa salsa

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Così buono che da quel giorno l’ho rifatto già quattro volte, SLURP!!! Mr Mango non può certo dirsi trascurato questo mese 😉

Amore….mollami!!!

Sono bastate queste due paroline, divise da un’enfatica pausa, perché il Signor Marito tarpasse il mio entusiasmo/foga/delirio da neo-blogger compulsiva, e sapete….aveva pure ragione!!!

Ora, per chi abbia avuto l’onore di conoscerlo, il mio Signor Marito non è certo uno che abbia bisogno di incoraggiamento quando è il momento di mettere le gambe sotto al tavolo, tuttavia il progetto Jamie’s 15-minute-meals l’ha fatto sentire un forzato del cibo, per giunta afflitto da una moglie al limite dell’esaurimento, tutta nevrotizzata com’ero nel vortice del scegli menù-cerca ingredienti-prepara-fotografa-documenta….un delirio!!!

Tutto il mio rispetto alle sorelle che riescono a mantenere ritmi di in media una ricetta al giorno diligentemente documentata e ordinatamente pubblicata…e senza mandare all’aria la famiglia!!! RESPECT SISTERS 😉

Così ho rallentato, beh è evidente ;-), ma non solo per assecondare il Signor Marito…in effetti si sono verificati una serie di eventi che mi ci hanno comunque obbligata, ergo era proprio il caso!!! Tipo: finalmente ho domato l’insonnia, eventi sociali che richiedevano innumerevoli preparazioni in un minuscolo spazio temporale, acciacchi di salute democraticamente distribuiti tra tutti i componenti della famiglia, e last but not least con tutta sta monogamica presenza di Jamie mi mancava terribilmente LEI, Nigella the domestic goddess!!!!

Ritornare sui suoi libri è stato quasi un ritorno al grembo materno e le ricette inedite che ho provato sono state, ça va sans dire, un godurioso successo!

Iniziamo col DOUBLE POTATO AND HALLOUMI BAKE, provato qualche sera fa e già bissato…di una semplicità e praticità disarmanti e che si presta ad infinite variazioni a seconda delle stagioni! In sostanza mentre il forno raggiunge i 200C buoni preparate in una teglia di dimensioni adeguate patate normali, patate dolci, cipolla, peperone giallo e rosso tutte tagliate tocchi e qualche spicchio di aglio incamiciato, irrorate generosamente con olio d’oliva e spolverizzate con pepe macinato fresco e via in forno per 45 minuti comodi. L’HALLOUMI questo sconosciuto mi risulta introvabile, così, restando fedele alla nazionalità, ho ripiegato sul reperibilissimo FETA, e ne ho usato un panetto intero tagliato grossolanamente a fettine. Quindi trascorsi i 45 minuti, se sono anche un po’ di più meglio, esco la mia tegliona dal forno, che passo subito in modalità grill, distribuisco il formaggio sulle verdure, e tutto torna dentro sotto la serpentina incandescente per 5/10 minuti, o comunque finché il Feta non si è un po’ dorato…

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Resistete alla tentazione di salare le verdure, il piatto ha un suo perfetto equilibrio se in ogni boccone compare un pezzettino di formaggio…fidatevi!!! 😉

Mi rendo conto che il piatto appena descritto potrebbe tranquillamente fungere da piatto unico, ma secondo me la “terreità” delle patate aveva bisogno di essere bilanciata, o forse sono solo io che con sta stagione che non vuol saperne di aprire le porte al caldo ho un disperato bisogno di mare, fatto sta che stasera al mio arrosto di verdure ho accostato i nigellosissimi PINK PICANTE PRAWNS, un tripudio di sapori e profumi in puro stile Nigella!!! Ho utilizzato mezzo chilo di code di gamberoni sgusciate, che ho passato in due (ma col senno di poi uno sarebbe stato sufficiente) albumi leggermente sbattuti, e poi ripassati in un pesto composto da: un cucchiaio abbondante di pepe rosa, mezzo cucchiaino di semi di cardamomo, un cucchiaino di paprika forte ed un cucchiaio, mi raccomando SCARSO, di sale grosso. Scaldate bene qualche cucchiaio d’olio nel wok e tuffateci i gamberoni…i miei hanno cotto molto velocemente, direi 3 minuti al massimo, quindi il mio consiglio è andare un po’ ad occhio o rischiate che vengano duri e gommosi 😦
Eccoli…

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Così ho composto il mio piatto terra-mare per la cena…

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…ed il Signor Marito, ignaro che tutto l’ambaradan sarebbe finito nel blog, se l’è sbaffato con gran compiacimento!!!

Jessica Rabbit

La femme fatal animata diceva con tono languido, arricciando le carnose labbra e sbattendo i ciglioni “non sono cattiva, mi disegnano così “

Beh io invece credo proprio di essere una stronza naturale….scusate me quando ce vo’ ce vo’!

Ok, sto scrivendo/tenendo/curando, fate un po’ voi, questo spazio/blog/sito che sì ruota attorno alla cucina ed inevitabilmente a ciò che vi preparo, ma NON È UNO SPAZIO/BLOG/SITO DI RICETTE!

Mi spiego, per me la cucina è fondamentalmente la mia tana, l’unico luogo della casa dove posso avanzare il diritto di essere lasciata in pace, giuro che neanche in bagno mi viene concessa quell’intimità/riservatezza cui ogni povero cristo avrebbe diritto!

Nel nostro ménage familiare io interpreto il ruolo della schiava Isaura, attenzione non mi sto lamentando, sto solo esponendo i fatti, ed in quanto tale le esigenze di tutti vengono prima delle mie….oh me la son voluta e mo’ me la ciuccio! A partire dalla unenne che richiede ancora moooolto accudimento perchè è una spericolata scavezzacollo nonché una tetta-dipendente indefessa, passando alla cinquenne che vorrai mica trascurarla adesso che deve metabolizzare l’arrivo della sorellina, metti mai che un domani le vengano chissà che turbe e si trasformi nella versione femminile di Pietro Maso!!!, per finire in bellezza col Signor Marito, che mica per niente è Signor, il quale giustamente in qualità di unico altro adulto presente in casa ha sviluppato una capacità sovrannaturale di dileguarsi, una specie di incrocio tra Batman e La Donna Invisibile; che sia inforcando la porta di casa, che sia blindandosi in bagno (eh lui può!) o barricandosi davanti alla SUA tv in mansarda, posso star certa che nove volte su dieci tutti i miei “dialoghi di coppia” si rivelano sterili monologhi di amletiche dimensioni….figuriamoci quando imploro aiuto per contenere l’energia distruttiva delle cucciole per, chessò, fare pipì?!?!?! Tzè….arrangiati mi rispondono ghignando i muri!!!

Così la cucina assurge a luogo non solo fisico, ma anche intimo….è dove riesco a ritagliarmi uno spazio senza sentirmi afflitta dai sensi di colpa, perchè in fondo anche se li ho chiusi fuori dalla porta sto pur sempre provvedendo a loro preparando pranzo/cena/merenda/colazione, è la mia caverna delle meraviglie, la mia stanza dei bottoni, il mio caveau, la mia Batcaverna, la mia Area 51….in cucina non solo cucino, ma penso, respiro, annuso, leggo, osservo, assaporo, piango, e questo é il diario legato a questa stanza della casa…..
Per cui non prendetevela se non pubblico proprio TUTTE le ricette di quello che faccio ;-), ma se non lo faccio è perché non mi sento pronta a condividerle, perché proprio quelle hanno un significato particolare, e forse anche perchè (caso della TORTA ALLA COCA COLA) non essendo farina del mio sacco almeno per il momento non trovo giusto pubblicarle se non è prima l’autore stesso a pubblicarle!

Mi scuso con chi troverà questa rivelazione deludente, ma, almeno per ora, è così….sarà eccesso di scrupolo o perversa gelosia, ai postumi l’ardua sentenza, qualcuno mi darà della stronza, pace, io vivo lo stesso e magari un giorno pubblicherò anche la ricetta della TORTA ALLA COCA COLA…ma quel giorno non è oggi! 🙂

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Carpe diem

Eh già, la stagionalità di certi prodotti va inevitabilmente a braccetto con questo motto, anche se a guardare Jamie e Nigella sembra che lassù, nonostante quel clima tutto piogge e nebbie, riescano ad avere molta più varietà di ortaggi che dalle nostre parti….e con una disponibilità molto maggiore nel corso dell’anno!

VADE RETRO, dirà qualcuno, tutta roba di serra e cella frigorifera!!!…ok anche fosse??? Voglio dire, che male ci sarebbe se anche da noi si mantenessero vive le culture di ortaggi oramai caduti nel dimenticatoio?!?!?! Innumerevoli volte leggendo una ricetta di questo o quella sono dovuta ricorrere a santa Wikipedia per farmi almeno un’idea di che faccia avesse il misterioso ingrediente di turno, e scoprire che al di fuori del nostro paese non si é estinto nel paleozoico!!!! Per cui da oggi é ufficialmente aperta la caccia a pastinaca e navone, fosse anche allo stato embrionale di seme, perché se il potere del web ha soddisfatto la mia curiosità visiva non posso smettere di chiedermi che diavolo di sapore avranno?!?!?!

Stamattina, forse complice sta pioggerella che non molla, il giro tra i banchi dell’ortofrutta é stata un po’ sconfortante ed ho ripiegato su quello che é diventato un classico di questo finale d’inverno, il cappuccio viola, che ho brasato con semi di finocchio, speck a dadini, cipollotti e un bicchiere di aceto balsamico (ci sarebbero stati bene anche un po’ di pezzettini di mela ma non il mango mi raccomando 😉 !!!! )

Eccoli prima

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e dopo la cottura

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Un’altra cosa che da noi, o almeno dove vivo io, é strettamente legata a determinati periodi dell’anno, é la carne, e così adesso che l’eco della tradizione pasquale é ancora forte sui banchi delle macellerie, conviene approfittare per provare quell’infinitá di ricette a base di agnello, che ricorrono così frequentemente nelle pagine dei miei due super guru.

Oggi ho trovato un pezzo di spalla d’agnello, non troppo grande, pensando che sarà la cena per il Signor Marito e la sottoscritta ( dubito fortemente che la cinquenne assaggerà della verdura viola e una carne che non sembra neanche lontanamente parente della bistecca sanguinolenta come piace a lei), ed ho deciso di utilizzare questa versione di Jamie che richiede minimo sforzo di preparazione e ben 4 ore di lenta cottura in forno, eccola qui un attimo prima di venire coperta con l’allumino ed infornata

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Per oggi, e ancora qualche giorno mi sa, posso risparmiarmi la preparazione di dolci….quando apro la dispensa e ci trovo ancora due colombe mi si chiude lo stomaco :-/ però potrei approfittare del forno caldo per preparare un pane fresco, e non escludo che sia di nuovo la fougasse, magari aromatizzata coi semi di finocchio per richiamare i cappucci, oppure al rosmarino che sta già profumando l’arrosto;-), dipende da quanta autonomia mi concederanno le ragazze nel pomeriggio…sono due tesori ma si trasformano in piccoli demonietti alla velocità della luce!

Imprevisti e probabilità

Imprevisti e probabilità nella mia cucina sono molto più frequenti che nel tabellone del Monopoli…e spesso capita che gli uni generino le altre!

Tipo oggi si va al supermercato con una lista della spesa fondamentalmente basic ( detersivi, latte, burro, uova…), unica eccezione le noci per preparare i brownies da HTBDG di Nigella, ovvero quelli che per me sono I BROWNIES….
Insomma entriamo e non abbiamo neanche il tempo di imboccare la prima corsia che ci troviamo di fronte e IN OFFERTA! questa meraviglia

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Ora dovete capire che per il Signor Marito e la sottoscritta, che oramai da tre anni non mettiamo piede su suolo spagnolo, che soffriamo di mal d’Andalusia ogni volta che il cielo celeste si staglia dietro una casa intonacata di bianco, che con metodo scientifico chiediamo a tutti gli amici di ritorno dalla penisola iberica di portarci qualsivoglia prodotto di charcutería, che la cinquenne quand’era unenne passava dagli omogeneizzati ad un sano tapéo Jerezano senza batter ciglio, che se per strada sentiamo parlare spagnolo drizziamo le orecchie più di Rex quando fiuta il cattivo di turno, beh per noi la visione é stata a dir poco commovente e, dopo esserci scambiati uno sguardo acquoso carico di segnificati-profumi-sapori-suoni-ricordi, il conseguente acquisto é stato inevitabile!!!!

Questo é DECISAMENTE un imprevisto, godurioso ma pur sempre un’imprevisto, perché non é mica che uno normalmente inserisca nella lista della spesa un JAMON IBERICO INTERO?!?!?!?!!! Non é certo una cosa che in famiglia si riesca a consumare agevolmente ed in tempi ragionevoli, contando soprattutto che la unenne ancora non vuol saperne di masticare, la cinquenne come già detto non é per nulla vorace e, per contro, Signor Marito e sottoscritta dovrebbero più che altro darsi una regolata….

Fortunatamente il mio cervello riesce a scrollarsi dal torpore del jet lag ed elabora la PROBABILITÀ risolutiva, e nel tragitto di ritorno dal supermercato sento la mia voce proferire: ” Amore, potremmo organizzare una serata tapas, vuoi???” Ovvio che vuole, mica scemo il Signor Marito…e così gli ingranaggi dell’emisfero cerebrale preposto all’organizzazione eventi sono qui che stridono e scricchiolano, pensando che allora sarebbe bello trovare del queso manchego, che é finalmente arrivato il momento di provare quella ricetta del pulpo a la gallega, che so di aver visto che da qualche parte vendono il membrillo devo solo ricordarmi dove, e soprattutto che

SE FINALMENTE STO CAZZO DI TEMPO FINISSE E SI DEGNASSE DI INIZIARE UNA CALDA E SOLEGGIATA PRIMAVERAAAAAA

hem, sí insomma se il clima fosse un po’ più propizio una bella coppa di gazpacho ghiacciato sarebbe la cigliegina sulla torta!!!!

Una cosa devo trovare…..una bella tapita con MrMango, vorremo mica escluderlo dalla fiesta?!

Gli sviluppi prossimamente su questi schermi 😉

Jet lag

AIUTOOOOO!!!!

Anche quest’anno é tornata l’ora legale e come ogni volta perdo il ritmo delle giornate, peggio che tornare da un viaggio in un paese con sette fusi orari avanti, ed ovviamente quello che ne risente di più é l’organizzazione della cucina 😦 questa volta in modo particolare, perché con questa primavera che ricorda vagamente una proto era glaciale, non posso neanche salvarmi in corner con una bella insalatona stile tutto-quello-che-ho-in-casa magari con qualche cubetto di mango che fa tanto spiaggia tropicale 😉

No, sto giro tocca proprio cucinare, ed é tragico quando capisci che la luce fuori dalla finestra ti ha fregata di nuovo solo mentre ti appresti ad asciugare la chioma boccolosa della cinquenne e questa attacca il mantra: “Mamma, ma io ho fameeeee”…. Merda!!!!

Realizzi che quei due branzini che hai diligentemente scongelato pensando di offrire al Signor Marito una cenetta light but not too sad , giusto per compensare quel paio di chili di colomba che da ieri ci pesano sulla coscienza, non saranno MAI pronti entro le otto….ma, una volta terminata l’acconciatura stile Merida della cinquenne,

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tanto vale rimboccarsi le maniche, accendere il forno a 200 gradi e preparare i pesci riempiendogli le pance con tutti i profumi mediterranei che riesco a reperire in frigo (alloro, salvia, rosmarino e limone) distribuendone un po’ anche in superficie con una spolverata di sale ed una macinata di pepe

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racchiuderli in un bel cartoccio di carta alluminio ed adagirli direttamente sulla placca del foro per 30-35 minuti, ed eccoli appena aperto lo scrigno

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La grande comodità di questa preparazione é che essendo i pesci mono porzioni, ognuno si cura il suo cartoccio 😉

Fortunatamente, assecondando il desiderio della cinquenne, avevo preparato un bel po’ di puré ancora per pranzo ( che poi come da protocollo é andato snobbato), ma almeno il contorno era già fatto!

Cena salva 😉 seppur con orario a dir poco Andaluso!!! Fortuna che domani non c’é scuola 🙂

Sicuramente domani bisogna andare a fare la spesa….il frigo sembra quello di mia madre, fa l’eco!!!!