Pummarola per principianti – An Odyssey

Accipicchia, questa proprio non la sapevo, ma manco me l’aspettavo, che se ti metti fare la pummarola per rendere pubblica la notizia devi raggiungere il QUORUM…eh sì perché se la tua produzione non parte da una quantità di pomodori pari al quintale o i suoi multipli beh….scusate il francesismo, sei una povera merda!

Premesso questo, io piccola merdina presa da chissà quale certamente ingiustificato delirio di onnipotenza scatenato dall’esaltazione di farmi finalmente il pomodoro da me anziché aspettare il vasetto dalla suocera, beh credendo di fare cosa buona e giusta ho spremuto senza pietà 10 miseri chili di pomodori cavandone, con ingiustificata soddisfazione a giudicare dagli standard di razza, una ventina di vasetti di varie misure.

Questo post lo dedico a chi, come me, crede che investire in un quintale (o suoi multipli) di pomodoro pre fare la conserva PER LA PRIMA VOLTA NELLA VITA sia un azzardo ma altresì creda di essere in pieno diritto di gongolare tronfio di soddisfazione per lo sforzo compiuto nello trasformare 2/5/10 miserrimi chili di pomodori brutti come l’orrido in preziosi vasetti!

BRUTTI COME L’ORRIDO sì, perché da quando ha iniziato a frullarmi in testa questa pazzeschissima idea di cimentarmi nell’olimpiade della pummarola, la prima cosa da imparare è che non vanno bene quei bellissimi figli del sole degni modelli di un reportage di Oliviero Toscani che pure in piena stagione non scendono mai sotto i €4,50, eh no, grazie a Dio, non è di quelli che devi spremerne un quintale (o suoi multipli), bensì di quelli orribili che se il fruttivendolo per caso te ne infila qualcuno in mezzo a quelli per l’insalata lo maledici in 14 lingue, quelli tutti storti butterati incidentati, quelli che hanno come unico ma sostanziale pregio di costare circa 50/70 centesimi al chilo, rendendo il quorum del quintale (o suoi multipli) più realistico di quello per certi referendum. Insomma brutti ed economici tipo questi

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Ok intanto ho trovato THE tomatoes, per carità solo 10 futili chili ma ancora non sapevo che fosse in corso un Telethon della pummarola, ora devo capire che accipicchia farne 😉 Mi metto a smanettare in rete ma i dubbi iniziano a prendere il sopravvento sulle certezze così mi resta una sola cosa da fare, una cosa molto OUT ma io sono così, scendere un piano di scale e scampanellare alla zia ottuagenaria che in quanto a scienza della cucina potrebbe fare le scarpe a tutti i vari Masterchef del c@#¥o 🙂 ILLUMINAZIONEEEEEE torno su pimpantella con pure il pentolone formato caserma i n d i s p e n s a b i l e ( già perché anche quello non avevo oltre ai 90 chili di pomodori mancanti, ma l’ho detto che era per principianti sta pummarola)…lavo ben bene i pomodori che comunque restano mediamente inguardabili e SENZA ASCIUGARLI li ficco nel pentolone…eccoli

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Copro e metto tutto sul fuoco basso ed inizia l’attesa, stile futuro padre fuori dalla sala parto.

Dopo un tempo che a me sembra spropositato vedo che l’aspetto dei miei diletti non si è modificato molto, anzi quelli in cima sembrano appena spiccati dalla pianta, così pensando che almeno 2,5 calorie le potrei bruciare ridiscendo al piano di sotto per cercar di svelare l’arcano….AAAHHH DOVEVO MESCOLARLI ecco il trucco!!! Corro su, così le calori diventano 3,7, sguauino il mestolo più lungo che ho e tipo strega di Biancaneve rimesto nel calderone…ed ecco il miracolo dello spappolamento del pomodoro!!!

Fortunatamente fuori della sala parto non ero stata con le mani in mano, ma avevo preparato la postazione del torturatore….

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…..ok ok, questo gioiellino non è poi così da principianti, ed in effetti è per colpa sua che sta accadendo tutto questo, insomma dovevo pur giustificare in famiglia l’acquisto del ACCESSORIO SPREMI POMODORI!!!!

Così, una volta grossolanamente spappolati nel pentolone, si passa alla fase della spremitura: schiumarola nella sinistra, pestello nella destra, robot a manetta e via alle danze, giù tutto una prima volta, e poi rispremere gli scarti finché non escono rinsecchiti come segatura….praticamente un gioco da ragazzi, non fosse per quelle trascurabili goccioline rosse sul muro che fanno molto Hannibal the Cannibal (PROMEMORIA prossima volta rivedere la postazione)

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Se sopravvivete a questa fase il lavoro sporco è fatto e dovete solo ritornare la pentola colma di quel velluto rosso sul fuoco, aggiungere un cucchiaino di sale (o secondo i gusti), mescolare bene ed attendere che riprenda il bollore, a questo punto siete pronti a metterla nei vasetti PRECEDENTEMENTE STERILIZZATI

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Dunque IO sterilizzo così: se posso tenere la lavastoviglie chiusa fino all’ultimo momento, ripongo barattoli e coperchi al suo interno ed avvio il ciclo alla temperatura più alta e SOLO quando sono pronta ad invasare li tiro fuori e cerco di procedere il più spedita possibile; oppure lavo tutto a mano con sapone risciacquando molto bene e mantengo i vasi nel forno a 100C fino al momento dell’utilizzo, e comunque non meno di 20 minuti.

Una volta riempiti NON FINO ALL’ORLO ma non oltre l’inizio del collo, due sono le tecniche:

  • tecnica della suocera: mettere i vasetti sottosopra ed attendere SPERANDO FUNZIONI che raffreddandosi facciano il sottovuoto
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  • tecnica della zia ottuagenaria: metterli in un pentolone inframmezzati da dei canovacci per evitare che si rompano battendo, coprire abbondantemente con acqua, mettere sul fuoco e portare ad ebollizione, lasciare bollire per 20/30 minuti, spegnere e lasciare raffreddare COMPLETAMENTE prima di estrarli, salvo capsule difettose, faranno sicuramente il sottovuoto
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    Quando tutti i vasetti avranno fatto il sottovuoto sono pronti per essere riposti, meglio se in luogo fresco e buio, e consumati all’occorrenza.

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    Ringrazio la Piwi, fonte di ispirazione per questo post, lei è una vera maratoneta della pummarola, i pomodori li sciorina in casse neanche chili!!!

    Per tutti i beginners come me, sconsiglio vivamente di puntare al quintale (o suoi multipli) per la prima esperienza, ma comunque dato tutto lo smazzamento che ci va dietro direi che 5 chili potrebbe essere un minimo ragionevole. A voi compagni di odissea, lontani dalle produzioni casalingdustriali, tutto il mio affetto, stima e sostegno, affinché nessuno dei mega produttori ci privi di un nostro diritto fondamentale LA SODDISFAZIONE DI AVERLO FATTO.

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    La cena del Cinghiale

    “Amore, vado a fare la spesa di carne, che prendo?”

    “Mah, il solito, fai tu…”

    È andata proprio così, lo ricordo come fosse ieri, il Signor Marito che prende la porta diretto all’incontro col nostro spacciatore di fiducia di polli, tacchini e conigli, quindi tutto mi potevo aspettare tranne che se ne tornasse bel bello con qualche chilo di CINGHIALE!!!!

    La bestiola trova prontamente posto nel congelatore delle scorte per la guerra chimica, occupandone quasi uno scomparto intero (ma il tacchino del Ringraziamento detiene ancora il record assoluto di ingombro!), in attesa di capire cosa farne e con chi condividerlo.

    Ovviamente la prima cosa che faccio è consumarmi i polpastrelli scorrendo in su e in giù gli indici dei libri dei miei guru, Jamie e Nigella, ma nulla, del cinghiale manco l’ombra, quasi fosse estinto….PANICO!!!!

    Santo internet mi viene incontro con una fiumana di ricette che manco la piena del Nilo…..

    Andiamo con ordine:
    In freezer campeggiavano x chili di macinato di cinghiale, inevitabilmente destinato ad un ragù, ed x chili di polpa con la quale ero decisa a preparare uno spezzatino…con questi propositi mi tuffo in rete.

    Per il ragù, dopo aver letto uno spropositato numero di ricette, ho scelto questa, tralasciando la parte della marinatura della carne dato che io non avevo i “piccoli pezzi” bensì un morbido e frollatissimo macinato, ed evitando di aggiungere la carne di maiale….cioè mi sembrava sufficientemente suinesco così 😉

    Per lo spezzatino la ricerca è stata più frustrante, fondamentale sarebbe stata la marinatura, ma non trovavo nulla che mi ispirasse, soprattutto sapendo che già il ragù sarebbe stato profumato dal vino rosso, non volevo categoricamente che le due preparazioni avessero praticamente lo stesso sapore…così concentrai la mia ricerca su questo aspetto, il bagnetto aromatico che avrebbe intenerito ed “addolcito” la carne. Cerca che ti cerca incontro un sacco di roba interessante tipo questa, ma le antennine si sono rizzate quando sono incappata in questo sito dal titolo emblematico THE REAL BOAR CO. ed ho elaborato la mia personale marinatura: sedano, carote, cipolla, aglio, salvia, rosmarino, alloro, bacche di ginepro, chiodi di garofano, pepe nero in grani, annegato nella Guinness!!!! E così la polpa di cinghiale è stata in ammollo x ben 48 ore nel frigo (ah ovviamente l’avevo fatta scongelare completamente e lentamente trasferendola dal congelatore al frigo tre giorni prima di metterla a marinare!!!). Dopo queste premesse cuocerlo seguendo la ricetta di Jamie dello stufato alla birra è andato da sè….

    PROBLEMONE: la più volte proposta “Cena del Cinghiale” per un motivo o per un’altro è slittata talmente tante volte da venire definitivamente fissata x il 15 GIUGNO!!!!!.
    Ok che è stata una primavera MOOOOLTO novembrina, ma propinare ai miei cari ospiti un menù da caminetto acceso proprio nei giorni in cui sta sbocciando il caldo tosto-afoso-mortifero della pianura padana mi sembrava troppo, così mi sono lasciata ispirare dal nostro sud ed ho preparato delle pizze fritte fatte con l’impasto di Jamie

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    che i commensali hanno poi condito a piacimento col ragù

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    o con lo spezzatino o con una delicata salsa al pomodoro

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    Questi prelibati mappazzoni sono stati preceduti da qualche fogliolina di salvia in tempura

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    e un’insalatina preparatoria con uova di quaglia e vinaigrette rivisitata

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    Il gran finale non poteva che essere suo con il Chocolate Peanut Butter Cheesecake di Nigella

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    che purtroppo mi è scappato un po’ lungo di cottura 😥 e soprattutto, come dice Nigella, non è per i deboli di cuore!!!!

    P.S. questo post arriva con grande ritardo e dopo lungo silenzio perchè proprio in quei giorni Nigella venne aggredita in pubblico dal marito, e la notizia fu subito diffusa dai tabloid inglesi con tanto di foto….ora per quanto il mio NIGELLA NON SI TOCCA sia più che altro indirizzato ai suoi detrattori ( quelli ad esempio che l’accusano di promuovere cibo spazzatura perchè una volta ha sciolto nel burro alcune barrette Snickers), non avrei mai immaginato di sentirlo come un monito al suo signoril marito.
    Quella sera la notizia mi arrivò come una doccia fredda e mi parve quanto mai fuori luogo mettermi a gigionare farfugliando di cucina dal basso della mia casalinga esperienza….
    Oggi non so se ho metabolizzato la vicenda, certo lei, signora com’è, non ha dato seguito alla notizia per non alimentare il gossip.
    Spero che chiunque cada in queste mie pagine colga nel mio delirio culinario un modo per renderle omaggio.

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    Vabbè, allora dillo!!!!

    Come forse é già trapelato altrove, io non ho un bagaglio di cultura culinaria familiare, mia mamma non é una grande appassionata, la nonna materna, che sicuramente avrebbe avuto molto da tramandare, é purtroppo mancata che ero troppo piccola per ricordare la sua ricetta dei tortellini (nonostante ne ricordi benissimo profumo e sapore soprattutto da crudi!), e la nonna paterna ha ovviamente passato il suo quaderno delle ricette a mia zia, perché viene abbastanza naturale tramandare questi fogli vissuti, unti, scritti fitti fitti e preziosissimi, per discendenza femminile….

    Il mio Signor Marito é terzo di tre fratelli maschi, quindi un po’ per colmare una mia lacuna, un po’ per sana curiosità, un po’ perché trovo sia un peccato che certe “formule magiche” vadano perdute, mi sono sentita tacitamente autorizzata a chiedere alla mia madre-in-legge 😉 alcune ricette, e bisogna ammettere che é stata molto generosa e me le ha passate con genuino entusiasmo.

    In principio fu la torta di amaretti, che lei purtroppo nei ritrovi di famiglia non fa più perchè ad una delle nuore l’amaretto é caduto in disgrazia 😦 , a me invece piaceva molto e sentendone la mancanza le chiesi la ricetta:

  • 4 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 70 gr di cioccolato fondente grossolanamente tritato
  • 150 gr di burro
  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di amaretti secchi sbriciolati
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • Lavorare a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungere il resto degli ingredienti amalgamando bene e versare in una teglia precedentemente imburrata ad infarinata. Infornare a 175 C per 35-40 minuti

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    E con questa ricetta la faccio e, pensando di farle omaggio, la porto un giorno che siamo a pranzo da loro senza la nuora-anti-amaretti; con mio grande dispiacere quando l’assaggiamo la torta risulta mollicciosa ed il sapore del burro é fastidiosamente predominante, così inizio subito il MEA CULPA supponendo di aver sbagliato qualcosa, e su quello la madre-in-legge salta su dicendo che nella ricetta il burro segnato é troppo, lei ne ha sempre messo meno, che anche i minuti di cottura forse erano di più e che quasi sicuramente lo stampo sarebbe dovuto essere più grande, che insomma lei l’ha sempre fatta più o meno ad occhio….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Come già accennato qua e là la mia cinquenne non é certo quello che si direbbe una buona forchetta, anzi, quindi in famiglia c’è un po’ una gara a trovare qualche pietanza nuova che lei mangi volentieri, e visto che dalla mia madre-in-legge TUTTI i nipoti mangiano TUTTO volentieri, indago e cerco di riproporre a mia figlia l’ultima leccornia di cui sembra essere ghiotta, le cotolette di pollo.
    Qui mi sento un po’ rassicurata avendole viste fare un migliaio di volte dalla mia nonna Dina, e così mi preparo un piatto con la farina, uno con l’uovo sbattuto e uno col pan grattato e fischiettando tipo nano di Biancaneve mi metto a panare fettine di pollo a tutto spiano, friggo con tutto l’amore di mamma e porto in tavola con l’espressione da mamma di Ricky Cunningham.
    La cinquenne mangia tranquilla, penso vittoria!, ma giunge il verdetto del Signor Marito

    QUELLE DI MIA MAMMA SONO DIVERSE, LA PANATURA È PIÙ SPESSA!!!

    Spatapam…mazzata sull’autostima che si rimpicciolisce alle dimensioni di un neutrino!

    Aspetto la madre-in-legge al varco e con nonchalance le chiedo come fa ste sante cotolette….
    “Aaahhhh la farina???noooo cara!!! Allora tu rompi mezza dozzina di uova in un bel contenitore e le sbatti con sale, pepe, una spruzzata di limone,del parmigiano grattato e un goccio di latte, ci immergi le fettine di pollo e le lasci un bel po’, anche tutta la mattina se le fai per pranzo,poi quando le devi fare le sgoccioli, le passi nel pan grattato e poi le rimetti nell’uovo e le ripassi nel pane una seconda volta, solo e SOLO allora le friggi!“….da quel poco che so non è la panatura standard….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Qualche conversazione più tardi…sto dicendo, con aria quasi trionfale, che sí la pasta al burro è uno dei preferiti della cinquenne, ma ultimamente non disdegna lo spaghettino al pomodoro, e, sempre convinta di farle piacere, sottolineo quanto sia migliore fatto con la SUA conserva piuttosto che con quelle in commercio! Risposta della madre-in-legge: “da me ha SEMPRE mangiato la pasta al sugo!! É perché TU la fai solo col pomodoro, cara, invece IO faccio un trito fino fino di sedano carote e cipolla, lo faccio soffriggere (in un gallone di olio secondo i miei parametri), poi aggiungo il pomodoro!!!!!”
    Da quel poco che so lo spaghetto al pomodoro é condito con POMODORO, olio evo e ad libitum basilico o origano e parmigiano, ma io non ho un background cultural-culinario….VABBÈ, ALLORA DILLO!!!!

    Carpe diem

    Eh già, la stagionalità di certi prodotti va inevitabilmente a braccetto con questo motto, anche se a guardare Jamie e Nigella sembra che lassù, nonostante quel clima tutto piogge e nebbie, riescano ad avere molta più varietà di ortaggi che dalle nostre parti….e con una disponibilità molto maggiore nel corso dell’anno!

    VADE RETRO, dirà qualcuno, tutta roba di serra e cella frigorifera!!!…ok anche fosse??? Voglio dire, che male ci sarebbe se anche da noi si mantenessero vive le culture di ortaggi oramai caduti nel dimenticatoio?!?!?! Innumerevoli volte leggendo una ricetta di questo o quella sono dovuta ricorrere a santa Wikipedia per farmi almeno un’idea di che faccia avesse il misterioso ingrediente di turno, e scoprire che al di fuori del nostro paese non si é estinto nel paleozoico!!!! Per cui da oggi é ufficialmente aperta la caccia a pastinaca e navone, fosse anche allo stato embrionale di seme, perché se il potere del web ha soddisfatto la mia curiosità visiva non posso smettere di chiedermi che diavolo di sapore avranno?!?!?!

    Stamattina, forse complice sta pioggerella che non molla, il giro tra i banchi dell’ortofrutta é stata un po’ sconfortante ed ho ripiegato su quello che é diventato un classico di questo finale d’inverno, il cappuccio viola, che ho brasato con semi di finocchio, speck a dadini, cipollotti e un bicchiere di aceto balsamico (ci sarebbero stati bene anche un po’ di pezzettini di mela ma non il mango mi raccomando 😉 !!!! )

    Eccoli prima

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    e dopo la cottura

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    Un’altra cosa che da noi, o almeno dove vivo io, é strettamente legata a determinati periodi dell’anno, é la carne, e così adesso che l’eco della tradizione pasquale é ancora forte sui banchi delle macellerie, conviene approfittare per provare quell’infinitá di ricette a base di agnello, che ricorrono così frequentemente nelle pagine dei miei due super guru.

    Oggi ho trovato un pezzo di spalla d’agnello, non troppo grande, pensando che sarà la cena per il Signor Marito e la sottoscritta ( dubito fortemente che la cinquenne assaggerà della verdura viola e una carne che non sembra neanche lontanamente parente della bistecca sanguinolenta come piace a lei), ed ho deciso di utilizzare questa versione di Jamie che richiede minimo sforzo di preparazione e ben 4 ore di lenta cottura in forno, eccola qui un attimo prima di venire coperta con l’allumino ed infornata

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    Per oggi, e ancora qualche giorno mi sa, posso risparmiarmi la preparazione di dolci….quando apro la dispensa e ci trovo ancora due colombe mi si chiude lo stomaco :-/ però potrei approfittare del forno caldo per preparare un pane fresco, e non escludo che sia di nuovo la fougasse, magari aromatizzata coi semi di finocchio per richiamare i cappucci, oppure al rosmarino che sta già profumando l’arrosto;-), dipende da quanta autonomia mi concederanno le ragazze nel pomeriggio…sono due tesori ma si trasformano in piccoli demonietti alla velocità della luce!

    La vendicatrice

    Per essere io una che trova soddisfazione ed appagamento tra forno e fornelli, il mio contrappasso dantesco si é materializzato nella mia cinquenne, la bimba più disinteressata al cibo che io conosca….quando era unemmezzenne mi ha fatto un sei mesi buoni a due yogurt al giorno e mezzo litro di latte, l’alto Medioevo non é minimamente un periodo buio a confronto!!!

    Seppure ultimamente le cose stiano migliorando (Deo gratia inizia ad assaggiare), poche sono le cose che si può star sicuri mangi senza far storie: pasta al burro, carne rossa, formaggio grana o asiago e pastina in brodo….

    Il suo suddividere il mondo per colori, lo applica con rigore scientifico anche al cibo, prediligendo la monocromia: la pasta ideale é bianca, é ammessa quella rossa, ma il ragú bandito troppo variopinto; il pane é per definizione quello bianco con crosta albina, se il convento ne é sprovvisto si rassegna accontentandosi della mollica, purché morbida e bianca, ma VADE RETRO SATANA se ho avuto la malaugurata idea di comprare/preparare del pane arricchito con semi/formaggio/olive/salumi/frutta secca, piuttosto un ascetico digiuno; banditi, senza possibilitá di appello, intingoli, salsine, cremine ma soprattutto il colore verde (freudianamente associato a me/madre) nel quale convoglia tutto il reparto verdure in qualsivoglia preparazione!!!

    A questo punto suppongo che la mia frustrazione sia fuori discussione…

    Eppure la mia cinquenne riesce a darmi grandi soddisfazioni, soprattutto nel confronto con mia madre, la quale partendo da una concezione “purista” di cibo e cucina, mi considera una mezza pazza quando preparo ricette che hanno una lista di ingredienti lunga come un elenco del telefono!
    Questa volta il ruolo di pomo della discordia lo interpreta il brodo…

    Relegate nella casa della montagna ho ceduto alla nonna il comando della cambusa, per un discorso di anzianità, quieto vivere, ma soprattutto perché ho capito che ne soffrirebbe troppo ad esserne esclusa….però, c’é un peró, nella mio squinternato cucinare le mie figlie non hanno mai, dico mai, mangiato una minestrina fatta col dado!!! E qui casca l’asino…non solo la nonna non era attrezzata con del buon brodo casalingo, bensí, oramai vittima di queste manie salutisticonaturistiche, non era nemmeno attrezzata con un dado basic molto scialla scialla, nooooo Lei deve avere quella polvere di un verde radiottivo con vario fogliame disidratato sparso dentro, che sarà pure Bio-macrobiotica-senza conservanti-senza parabeni/solfiti/coloranti/additivivariedeventuali, MAAAA decisamente inadatto a preparare la minestrina per la mia cinquenne.
    Lo sguardo che mi ha regalato alzando il viso dal piatto in cui stagnava una broda verdognola che sembrava più il risultato di un esperimento di biologia sulla riproduzione del “brodo primordiale”, mi ha colmato il cuore di orgoglio e gratitudine!!!!

    Amore, la mia cucciola grande….a lei dedico la mia ricetta del brodo di carne, premettendo che col Signor Marito abbiamo acquistato una pentola dedicata da 15 litri!!!!

    Ingredienti per…..molte persone o per averne una scorta pressoché inesauribile!!!

    4 carote, 2 cipolle, 4 coste di sedano, 3 foglie di alloro, 1 rametto di rosmarino, 1 ciuffo di salvia
    Un cucchiaio di sale grosso
    Un quarto di gallina ( personalmente preferisco la parte della coscia)
    7/8 etti di manzo (uso il taglio denominato scapino o copertina a seconda del macellaio)
    Optional: un pezzo di lingua, alcuni pezzi di coda.

    Procedimento

    Mondate le verdure e sciacquate gli aromi e gettateli nel calderone 😉
    Sciacquate sotto acqua fredda la carne e aggiungetela nel calderone
    Spolverate col sale grosso e riempite di acqua FREDDA fino a coprire abbondantemente la carne
    Mettete sul fuoco con la fiamma al minimo e fate andare….io lo metto sul fuoco alle 8 del mattino e lo spengo verso l’una 🙂 In realtà più va più prende sapore, ed il mio consiglio é di lasciare la carne immersa nel brodo fino al momento di mangiarla. Una volta tolta la carne filtrate il brodo, eliminate gli aromi e passate le verdure al passaverdura coi buchi piccoli sarà un’ottima base per un risotto!

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    Il povero MrMango é di un colore che non rientra manco lontanamente tra quelli previsti dal regime dietetico della cinquenne….sorry!

    Meraviglia di Primavera

    Due simpatiche vicine di blog, sallychef e Lilla , mi hanno proposto di partecipare ad un concorso, per divertimento eh, e così ecco il mio post di partecipazione!

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    Per argini e fossi le vedi andare
    Tutte chine con un gran daffare,
    Di antica sapienza ne hanno a pacchi
    Con preziose erbe colmano sacchi.

    Umili e buone son le erbe di campo,
    A volte al mercato ne trovi un banco.
    D’ortiche il risotto, col tarassaco la tisana,
    Fatta col bruscandolo la frittata é più sana

    Ingredienti x 2 persone:

    Un bel mazzetto di bruscandoli (luppolo selvatico)
    4 uova
    Un porro
    Olio evo
    Sale e pepe
    Parmigiano grattugiato ( optional)

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    Procedimento:

    Mondare il porro dalla foglia esterna, eliminare la parte radicale e la cima verde, tagliarlo in quarti per il lungo e poi a tocchetti di 1 cm circa, quindi trasferire in uno scolapasta e sciacquare con abbondante acqua fredda.
    Sciacquare i bruscandoli sotto acqua corrente e posarli su alcuni fogli sovrapposti di carta da cucina, spezzarli eliminando la parte più fibrosa del gambo ( un po’ come si fa con gli asparagi, dei quali a me sembrano i cugini rustici 😉 ) e rimetterli ad asciugare su carta assorbente.
    Rompere le uova in una ciotola, aggiungere un cucchiaino di sale, una generosa macinata di pepe, e se lo gradite uno o due cucchiai di parmigiano.

    Accendete al massimo il grill del forno ( se come me non siete un campione a girare le frittate questo trucco vi eviterà di ritrovarvi con uova colanti per mezza cucina!)

    In una padella che possa andare anche in forno scaldate una generosa quantità di olio a fuoco medio/alto e fateci appassire il porro con un pizzico di sale per 5 minuti circa mescolando e controllando frequentemente per evitare che si bruci (eventualmente abbassate il fuoco o riducete il tempo).
    Aggiungete i bruscandoli con qualche cucchiaio d’acqua e fateli andare altri 4/5 minuti sempre controllando, fino a che saranno ben appassiti e l’acqua asciugata. A questo punto versate le uova dopo averle ben sbattute e date una veloce mescolata in modo che un po’ di uovo scenda sotto il soffritto. Tenete la padella sul fuoco alcuni minuti finché il fondo si rapprende quindi trasferite in forno sotto il grill. Circa 5 minuti sono sufficienti ma dipende dalle preferenze personali sul grado di cottura delle uova, quindi consiglio di andare un po’ ad occhio….in cucina ci vuole pure quello 😉 !

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    Ora, se le temperature fossero almeno primaverili, la taglierei a striscioline per aggiungerla ad un’insalata di valeriana, semi di girasole, pomodori secchi sminuzzati e crostini di pane caldi aromatizzati con la paprika, condendo con una semplice vinaigrette all’aceto balsamico… Ma visto che il generale inverno non ritira le sue truppe penso che la circonderò di patate al rosmarino 😉

    Intanto riposa nel piatto….

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    PSSSHH nel caso della versione in insalata eviterei il mango….però non diteglielo che magari si offende!!!

    Mango, mi guardi strambo…

    Eh sí, hai ragione ti ho comprato ormai da qualche giorno e poi ti ho abbandonato lì tutto soletto…

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    ….almeno i due avocados che ti tenevano compagnia si sono trasformati nel succulento Roquamole di Nigella!!!

    In effetti i miei programmi sono andati a gambe all’aria molto spesso nelle ultime settimane, a cominciare dall’arrivo dell’influenza che per ben due volte ci ha fatto annullare la prevista festa di compleanno della unenne 😦 … Risultato che mi trovo il freezer stipato di impasti x biscotti salati, polli e salsicce, parecchi contenitori di vellutata carote e zenzero…e pure tu manghino mio sei stato vittima del soverchiamento della tabella di marcia, ma stasera ti faccio la festa uuhhhh una bella festa, ho già fatto scongelare i gamberoni e guarda qua come vi combino grazie a quel figaccione di Aaron Craze e le sue ricettine pazzesche!!!!!! Solo a guardare il video mi si inonda la bocca di saliva peggio di un mastino napoletano 😉 sí lo so, siamo di nuovo con la frittura ma che ci posso fare, con questo clima novembrino mi si accappona la pelle a buttarlo a cubetti in un’insalata tipo questa

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    bbbrrrrrr!!!!! E poi ho giusto quel pacchetto di panko comprato all’alimentari etnico che non posso mica aspettare che scada, e comunque va provato per una preparazione di questo tipo, mica sulla cotoletta alla milanese, eh?!

    Va be’ tanto magari ora di sera chissà cos’altro può capitare e tu potresti guardarmi in cagnesco ancora domani perché non escludo che

    • i gamberoni se li pappi lessi con olio e limone la cinquenne
    • il signor marito di ritorno dal lavoro si contenti della sleppa di pasticcio della domenica premurosamente inviatogli dalla SUA mamma
    • la unenne la risolvo con una bella minestrina che scalda il pancino
    • ed io, che equivalgo al cane di casa che finisce gli avanzi, stermino l’ultimo radicchio di Treviso spadellatto accompagnandolo con del buon pecorino sardo….

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