Settembre, andiamo. É tempo di…..CONSERVARE!!!!

Lo so, lo so, il poeta diceva migrare, e non mi dispiacerebbe affatto visto come va a rotoli sto paese, ma purtroppo neanche quest’anno mi é riuscito di farlo, così ho ripiegato sull’utile e gratificante conservare 😉

Tutto cominciò con l’umile pummarola, sui cui a sufficienza ho già scritto, e vennero poi i fichi, dolci e teneri, che un chilo dopo l’altro dagli alberi dei colli sí materializzavano nella mia cucina….lasciarli andar brutti sarebbe stato un sacrilegio senza eguali così via, conserviamo e sperimentiamooooo!!!!! 🙂

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Già perchè di marmellata classica ovviamente ne ho fatta a sè, ma per quella checcevò??, io dovevo ASSOLUTAMENTE provare il chutney di fichi e olive da Nigellissima!!!! Dunque….pimpantella come la donzelletta [che] vien dalla campagna, in sul calar del sole, con la mia bacinella di fichi appena spiccati dall’albero (contando che io sono alta un metro e mezzo spaccato l’impresa non é stata proprio delle più semplici), apro il “sacro” libro alla pagina della ricetta e……NUUOOOOOOO, CI VOGLIONO I FICHI SECCHIIII!!!!!!! Dopo qualche minuto di autoflagellazione psicologica perchè ANCHE STA VOLTA mi ero fatta tutto un film sul titolo della ricetta senza prendermi la briga di leggerla…..shameonme shameonme shameonme, vabbé pace, oramai era una questione di orgoglio, quella vasca da bagno piena di morbidi e profumati fichi FRESCHI sarebbero diventati il chutney di fichi e olive della MITICA, quindi volente o nolente toccava essiccare….troppo pigra per scendere in cantina ed indire una caccia al tesoro condominiale per riesumare il forno essiccatore di mio padre, li ho semplicemente tagliati a metà, disposti su carta forno direttamente sui ripiani del forno

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e fatti andare a 60 gradi con lo sportello leggermente aperto per tutta la notte

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Bene, ora che avevo l’ingrediente principe potevo procedere con la ricetta, che prevede inoltre olive, aceto e spezie che ti profumano la casa fino a Natale…

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Certo, lasciarlo riposare un po’ di tempo affinché aromi e profumi si amalgamino sarebbe consigliabile, ma io, che posso essere tutto tranne che perfetta, quando faccio vasetti sbaglio sempre i conti e così quelle due cucchiaiate che non ci stavano da nessuna parte c’è le siamo spazzolate io e Signor Marito quella sera stessa in accompagnamento ad un gorgonzola stagionato da urlo!!!

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Per me conservare é innanzitutto sinonimo di non sprecare, per cui quando ti regalano qualche chilo di bellissime cipolle rosse come non lasciarsi tentare e provare finalmente a fare la confettura di cipolle, soprattutto poi se con la ricetta della amica ed ottima cuoca Allegra! E devo dire ottima!!!
Se la rifaccio, come spero, le cipolle le taglio a dadini anziché a fettine….più forse perché così tendono ad ingrumarsi un po’ e mi ricordano troppo quell’intrico di rovi che sono i miei capelli :D, però sapore eccezionale, coi formaggi belli sapidi poi una goduria!

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Seguendo la stessa logica il giorno che Signor Marito é rincasato portando in dono dall’orto alcuni cetrioli, ho deciso di provare a conservarli in agrodolce….preparazione che per me che ho passato entrambe le gravidanze nauseando h24 nove mesi su nove, beh il cetriolo all’agro é un vero salvavita!!!! Per la ricetta mi é venuta in soccorso la rete, e tra le tante incontrate ho scelto questa

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I sott’oli oramai si possono fare quasi in ogni periodo dell’anno, purtroppo o per fortuna la stagionalità di certi prodotti dell’orto sta quasi scomparendo, ma quando al mio biologico di fiducia ho trovato le fantomatiche zucchine gialle, che oramai credevo crescessero solo nell’orto di Jamie, beh ho capito che era un segno del destino….senza esitare le ho comprate, mondate, sbollentate 3/4 minuti in acqua sale ed aceto, scolate, disposte in vasi sterilizzati, ricoperte con olio d’oliva aromatizzato con aglio e menta fresca. Ottime come antipasto o per accompagnare un buon bollito misto 😉

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Chutney chiama Mango, rispondi Mango!!!
Oh yessss…..per me il signore dei chutney é senz’ombra di dubbio il chutney di mango….e devo dire che con questa ricetta trovata in rete, in un blog che purtroppissimo ha chiuso, beh con questa ricetta viene STRE PI TO SO!!!!!!!! Se amate i chutneys o volete provarne uno per curiosità questo é quello giusto!!! Purtroppo sapori e profumi non si possono postare, ma questo colore così solare é un ottimo ambasciatore della ricchezza di questa salsa

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Così buono che da quel giorno l’ho rifatto già quattro volte, SLURP!!! Mr Mango non può certo dirsi trascurato questo mese 😉

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Sovradosaggio

Vero, il diario si dovrebbe aggiornare quotidianamente, ma uno io sono incostante per definizione e due figlie e marito non é che spicchino proprio per collaborazione quando vorrei ritagliarmi un momento di pace per scrivere due righe 😦 comunque ieri é andata più o meno così:

SOVRADOSAGGIO 1: l’altra mattina facciamo il giro dei banchi di ortofrutta in Prato della Valle e mia mamma decide di comprare un cestino di fragoloni dall’aspetto molto invitante e si raccomanda che non gliene rifilino più di un kg. Infatti tadaaaá arriva a casa e se ne trova un chilo e mezzo così mi propone di dividerceli…come rifiutare?! Così ieri per pranzo imbandisco un bel risottino di fragole:

trito a coltello un paio di cipolle rosse (purtroppo non le Tropea) e le faccio appena soffriggere in una casseruola con un cucchiaio di olio di oliva,
aggiungo il riso nelle proporzioni di una tazzina da caffè a persona e lo lascio lucidare nel soffritto di cipolla,
alzo la fiamma al massimo e sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco se ne ho a mano o con del Martini Dry come in questa occasione,
aggiungo un cucchiaino colmo di dado granulare e diluisco con dell’acqua che nel frattempo ho portato a bollore ed aggiungo man mano che si asciuga
io appartengo alla categoria di persone per cui il risotto va cotto sul fuoco medio-alto e girato continuamente come ho sempre visto fare a mia mamma
quando il riso é a metà cottura (8 minuti circa) aggiungo i fragoloni mondati e grossolanamente tagliati a pezzetti non troppo piccoli,
quando il riso é cotto tolgo la casseruola dal fuoco, assaggio se occorre aggiustare de sale e faccio mantecare un paio di minuti con una noce di burro e del parmigiano

SOVRADOSAGGIO 2: ieri mattina mia mamma mi omaggia di una cassetta di radicchio variegato di Castelfranco (fortunella io!!!) che si va ad aggiungere al cappuccio viola e al radicchio di Treviso avanzati la sera prima ed alle biete e zucchine che pazientemente aspettano di diventare il passati no di verdure per l’unenne, morale spazio in frigo e temperatura troppo alta per sperare di conservarlo in terrazzo quindi tocca farlo…. Sfogliati tutti e sei i caspi dei cuoricini dolci e croccanti ho fatto una fresca insalata che ha completato il pranzo dopo il risotto, mentre le foglione dopo un bel bagnetto del lavello le ho fatte appassire in tegame con un goccio d’olivo d’oliva ed ora riposano in un contenitore in frigo (sí sono riuscita a comprimerle in uno che mi permetteva di completare tre righe di Tetris) in attesa di diventare contorno/torta salata/pasticcio….mai mettere limiti alla provvidenza!!!

SOVRADOSAGGIO 3: dalla cena di giovedì con gli zii mi era rimasta sul groppone mezza ciotola di pastella per frittura così visto che erano stati graditi ho comprato degli altri fiori di zucca, ma stavolta ricordando la critica del marito ho aggiunto un po’ di sale eeeee merda era ancora sciapa 😥 dunque questa ricetta della pastella non é che la promuoverei così al primo appello! Le dosi erano 300gr di farina, 330ml di birra ghiacciata, sale e pepe (quantità non specificata) per pastellare 12 fiori di zucca. Io ne ho pastellati 24 e ancora me ne avanzava ancora, per di più sta cosa del sale Q.B. non mi sconfinfera molto, con Nigella non succede ;-)! Quindi non appena il fegato avrà metabolizzato tutto questo pastella e friggi la riproverò dimezzando le quantità di birra e farina e aggiungendo 1 cucchiaino di sale e vedremo come va.

SOVRADOSAGGIO 4: per la cena di giovedì mando il signor marito che mi ritorna col già citato strepitoso scamone che é finito in una gloriosa tagliata e ben 16 costolette d’agnello! Grazie a Dio la fortuna di appartenere ad una famiglia numerosa é che qualcuno che accetta un invito a cena lo rimedi sempre! Caso vuole che il cognato Checco coi tre pargoli giusto ieri sera fosse orfano di moglie….improvvisamente le 16 costolette mi sembrano subito meno ostili!!! Senza esitazione ben 10 le destino alla già collaudata e molto apprezzata ricetta di Nigella di quelle che fanno un tocio ( venetismo per sughetto/intingolo) talmente godurioso che il pane non basta mai!!! E le altre 6????? Che domande…le pastello!!!!! Cazzo, finirà prima o poi sta pastella!!! Sí beh già qualche settimana fa dietro insistenza del signor marito ne avevo panate e fritte un paio, ma non eravamo stati entusiasti così decido di dare una seconda chance all’opuscolo Fritti Golosi di Alice Cucina, lo stesso da cui proviene la ricetta della pastella malefica. Così trovo una che mi ispira, le vorrebbe poi panate ma con tutta quella pastella lí che mi guarda dalla ciotola non ci penso neanche a tirar fuori farina, uovo e pan grattato, quindi decreto che saranno giustiziate per pastellazione e pace all’anima loro! Ecco cosa ho fatto:

padella antiaderente, fondo burro con un filo di olio e cucino le costolette un 8 minuti per lato quindi con la fiamma a palla ed il paraschizzi sfumo un bicchierino di Marsala, appena l’alcol é evaporato spolvero di sale e pepe, spengo il fuoco, le copro con carta da forno e ci appoggio sopra un peso (ecco é la vaghezza di certe spiegazioni che a volte mi manda in bestia!) dato che mi pareva eccessivo mandare il coniuge in cantina a prendere i bilanceri gli ho schiaffato sopra 3 pacchi di farina=3kg di roba, ma se fosse un peso sufficiente non lo saprò mai!

Ovviamente é bene friggere quando si é pronti a mangiare il che vuol dire quando devi scolare e condire la pasta per i pargoli, uscire la fougasse ( sí di nuovo e allora???) dal forno, controllare che i pargoli abbiano lavato le mani, scaldare la pappa alla unenne…insomma sulla morte delle costolette ho un po’ corso via, le ho sgocciolate alla meno peggio, ravanate nella pastella cercando che ne aderisse il più possibile e schiaffate nell’olio bollente….risultato???? SLURRPPPP piccola pecca le aree dove la pastella non aveva grip si sono un po’ bruciacchiate ma la carne era morbidissima e molto aromatica. Sicuramente le rifarò ma mi prenderò il tempo di sgocciolarle, asciugarle con un po’ di carta da cucina ed eventualmente passarle appena nella farina…ma questo sarà per un’altra volta 😉

In compenso la torta alla coca cola é finita!!!

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