Vabbè, allora dillo!!!!

Come forse é già trapelato altrove, io non ho un bagaglio di cultura culinaria familiare, mia mamma non é una grande appassionata, la nonna materna, che sicuramente avrebbe avuto molto da tramandare, é purtroppo mancata che ero troppo piccola per ricordare la sua ricetta dei tortellini (nonostante ne ricordi benissimo profumo e sapore soprattutto da crudi!), e la nonna paterna ha ovviamente passato il suo quaderno delle ricette a mia zia, perché viene abbastanza naturale tramandare questi fogli vissuti, unti, scritti fitti fitti e preziosissimi, per discendenza femminile….

Il mio Signor Marito é terzo di tre fratelli maschi, quindi un po’ per colmare una mia lacuna, un po’ per sana curiosità, un po’ perché trovo sia un peccato che certe “formule magiche” vadano perdute, mi sono sentita tacitamente autorizzata a chiedere alla mia madre-in-legge 😉 alcune ricette, e bisogna ammettere che é stata molto generosa e me le ha passate con genuino entusiasmo.

In principio fu la torta di amaretti, che lei purtroppo nei ritrovi di famiglia non fa più perchè ad una delle nuore l’amaretto é caduto in disgrazia 😦 , a me invece piaceva molto e sentendone la mancanza le chiesi la ricetta:

  • 4 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 70 gr di cioccolato fondente grossolanamente tritato
  • 150 gr di burro
  • 100 gr di farina 00
  • 100 gr di amaretti secchi sbriciolati
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • Lavorare a crema il burro con lo zucchero, quindi aggiungere il resto degli ingredienti amalgamando bene e versare in una teglia precedentemente imburrata ad infarinata. Infornare a 175 C per 35-40 minuti

    20130405-163704.jpg

    E con questa ricetta la faccio e, pensando di farle omaggio, la porto un giorno che siamo a pranzo da loro senza la nuora-anti-amaretti; con mio grande dispiacere quando l’assaggiamo la torta risulta mollicciosa ed il sapore del burro é fastidiosamente predominante, così inizio subito il MEA CULPA supponendo di aver sbagliato qualcosa, e su quello la madre-in-legge salta su dicendo che nella ricetta il burro segnato é troppo, lei ne ha sempre messo meno, che anche i minuti di cottura forse erano di più e che quasi sicuramente lo stampo sarebbe dovuto essere più grande, che insomma lei l’ha sempre fatta più o meno ad occhio….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Come già accennato qua e là la mia cinquenne non é certo quello che si direbbe una buona forchetta, anzi, quindi in famiglia c’è un po’ una gara a trovare qualche pietanza nuova che lei mangi volentieri, e visto che dalla mia madre-in-legge TUTTI i nipoti mangiano TUTTO volentieri, indago e cerco di riproporre a mia figlia l’ultima leccornia di cui sembra essere ghiotta, le cotolette di pollo.
    Qui mi sento un po’ rassicurata avendole viste fare un migliaio di volte dalla mia nonna Dina, e così mi preparo un piatto con la farina, uno con l’uovo sbattuto e uno col pan grattato e fischiettando tipo nano di Biancaneve mi metto a panare fettine di pollo a tutto spiano, friggo con tutto l’amore di mamma e porto in tavola con l’espressione da mamma di Ricky Cunningham.
    La cinquenne mangia tranquilla, penso vittoria!, ma giunge il verdetto del Signor Marito

    QUELLE DI MIA MAMMA SONO DIVERSE, LA PANATURA È PIÙ SPESSA!!!

    Spatapam…mazzata sull’autostima che si rimpicciolisce alle dimensioni di un neutrino!

    Aspetto la madre-in-legge al varco e con nonchalance le chiedo come fa ste sante cotolette….
    “Aaahhhh la farina???noooo cara!!! Allora tu rompi mezza dozzina di uova in un bel contenitore e le sbatti con sale, pepe, una spruzzata di limone,del parmigiano grattato e un goccio di latte, ci immergi le fettine di pollo e le lasci un bel po’, anche tutta la mattina se le fai per pranzo,poi quando le devi fare le sgoccioli, le passi nel pan grattato e poi le rimetti nell’uovo e le ripassi nel pane una seconda volta, solo e SOLO allora le friggi!“….da quel poco che so non è la panatura standard….VABBÈ, ALLORA DILLO!

    Qualche conversazione più tardi…sto dicendo, con aria quasi trionfale, che sí la pasta al burro è uno dei preferiti della cinquenne, ma ultimamente non disdegna lo spaghettino al pomodoro, e, sempre convinta di farle piacere, sottolineo quanto sia migliore fatto con la SUA conserva piuttosto che con quelle in commercio! Risposta della madre-in-legge: “da me ha SEMPRE mangiato la pasta al sugo!! É perché TU la fai solo col pomodoro, cara, invece IO faccio un trito fino fino di sedano carote e cipolla, lo faccio soffriggere (in un gallone di olio secondo i miei parametri), poi aggiungo il pomodoro!!!!!”
    Da quel poco che so lo spaghetto al pomodoro é condito con POMODORO, olio evo e ad libitum basilico o origano e parmigiano, ma io non ho un background cultural-culinario….VABBÈ, ALLORA DILLO!!!!

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    6 pensieri su “Vabbè, allora dillo!!!!

    1. E meno male che la tua madre-in-legge è italiana pensa un po’ alla mia francese che anche la cottura della pasta è meglio la sua della mia 😉

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