Carpe diem

Eh già, la stagionalità di certi prodotti va inevitabilmente a braccetto con questo motto, anche se a guardare Jamie e Nigella sembra che lassù, nonostante quel clima tutto piogge e nebbie, riescano ad avere molta più varietà di ortaggi che dalle nostre parti….e con una disponibilità molto maggiore nel corso dell’anno!

VADE RETRO, dirà qualcuno, tutta roba di serra e cella frigorifera!!!…ok anche fosse??? Voglio dire, che male ci sarebbe se anche da noi si mantenessero vive le culture di ortaggi oramai caduti nel dimenticatoio?!?!?! Innumerevoli volte leggendo una ricetta di questo o quella sono dovuta ricorrere a santa Wikipedia per farmi almeno un’idea di che faccia avesse il misterioso ingrediente di turno, e scoprire che al di fuori del nostro paese non si é estinto nel paleozoico!!!! Per cui da oggi é ufficialmente aperta la caccia a pastinaca e navone, fosse anche allo stato embrionale di seme, perché se il potere del web ha soddisfatto la mia curiosità visiva non posso smettere di chiedermi che diavolo di sapore avranno?!?!?!

Stamattina, forse complice sta pioggerella che non molla, il giro tra i banchi dell’ortofrutta é stata un po’ sconfortante ed ho ripiegato su quello che é diventato un classico di questo finale d’inverno, il cappuccio viola, che ho brasato con semi di finocchio, speck a dadini, cipollotti e un bicchiere di aceto balsamico (ci sarebbero stati bene anche un po’ di pezzettini di mela ma non il mango mi raccomando 😉 !!!! )

Eccoli prima

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e dopo la cottura

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Un’altra cosa che da noi, o almeno dove vivo io, é strettamente legata a determinati periodi dell’anno, é la carne, e così adesso che l’eco della tradizione pasquale é ancora forte sui banchi delle macellerie, conviene approfittare per provare quell’infinitá di ricette a base di agnello, che ricorrono così frequentemente nelle pagine dei miei due super guru.

Oggi ho trovato un pezzo di spalla d’agnello, non troppo grande, pensando che sarà la cena per il Signor Marito e la sottoscritta ( dubito fortemente che la cinquenne assaggerà della verdura viola e una carne che non sembra neanche lontanamente parente della bistecca sanguinolenta come piace a lei), ed ho deciso di utilizzare questa versione di Jamie che richiede minimo sforzo di preparazione e ben 4 ore di lenta cottura in forno, eccola qui un attimo prima di venire coperta con l’allumino ed infornata

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Per oggi, e ancora qualche giorno mi sa, posso risparmiarmi la preparazione di dolci….quando apro la dispensa e ci trovo ancora due colombe mi si chiude lo stomaco :-/ però potrei approfittare del forno caldo per preparare un pane fresco, e non escludo che sia di nuovo la fougasse, magari aromatizzata coi semi di finocchio per richiamare i cappucci, oppure al rosmarino che sta già profumando l’arrosto;-), dipende da quanta autonomia mi concederanno le ragazze nel pomeriggio…sono due tesori ma si trasformano in piccoli demonietti alla velocità della luce!

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